Orbetello è una città vivace costruita tra le sponde della laguna a cui dà il nome.

Con una vista mozzafiato sulla costa del Monte Argentario, e palme a perdita d’occhio, Orbetello è uno dei borghi più affascinanti della Maremma

L’insediamento risale al VIII secolo a. C. Nei secoli successivi era un approdo per le navi che trasportavano i tesori dall’antico Egitto e dall’Africa, mentre in tempi più moderni, tra XV e XVI secolo, divenne un facile bersaglio per i pirati: per questo motivo, a Orbetello resta ben poco di quello che doveva essere un ricco patrimonio etrusco e romano. Gli orbetellani sembrano vivere in due mondi distinti: le vie e le piazze interne al centro abitato sono molto chic, costellate di cimeli rinascimentali e soffuse di una grandiosità senza tempo, grazie alle ricchezze portate qui nel tempo da migliaia di navi; le sue vie esterne sono invece selvagge e naturali, bordate da palme, giardini perfetti per un picnic e parchi protetti. In serata, il posto migliore dove recarsi è la laguna di Orbetello, mentre il sole tramonta dietro monte Argentario e gli animali notturni fanno la loro comparsa. Le prime pescherie di Orbetello risalgono al XV secolo, e oggi la laguna rimane famosa per due delizie gastronomiche: la bottarga e l’anguilla affumicata.

DA VEDERE

La visita di Orbetello inizia dalla porta del Soccorso, da porta Nuova e da porta a Terra, tre archi che sorvegliano la città. Restaurati nel XVII secolo, le loro facciate in tipico stile barocco spagnolo sono sormontate da vari stemmi. La statua di San Biagio, protettore della città, si erge sopra di essi.
Seguite viale Mura di Levante costeggiando la facciata color bianco sbiadito della Polveriera Guzman; costruito nel 1692, questo edificio era una fabbrica e un magazzino per esplosivi, uno dei cardini dell’economia della città. Oggi è sede del Museo Archeologico di Orbetello (Via Mura di Levante 11; gennaio-marzo: sabato: 14:30-17:30 / aprile-giugno e settembre: sabato: 16:00-19:00, domenica: 10:00-13:00 e 16:00-19:00 / luglio-Agosto: venerdì, sabato, domenica:18:00-22:00 / resto dell’anno: sabato: 14:30-19:30, domenica:10:00-13:00; 0564 860378; gratuito). Al primo piano, l’epoca romana ed etrusca rivivono grazie al Frontone di Talamone  e ad
altri pezzi votivi riccamente decorati. Gli Etruschi amavano i banchetti e, a differenza degli antichi Greci, essi ammettevano ai pasti anche le donne, gustando vini aromatici e selvaggina profumata di incenso che ardeva nei thymiaterion, simili a quello che è in mostra in questo museo.
La via principale di Orbetello, corso Italia, mostra accenni di lusso demodé con le sue case riccamente dipinte e i negozi esclusivi. A metà del corso c’è il magnifico palazzo dei Governanti con la sua torre dell’orologio del XVI secolo.
Svoltate a destra in piazza della Repubblica per visitare il Duomo di Orbetello, dedicato  all’Assunzione di Maria, che si ritiene sia stato edificato sulle rovine di un tempio pagano  preesistente nel 1201. Il rosone è incorniciato da sculture che rappresentano santi e condottieri originari del posto. All’interno la cappella di San Biagio, aggiunta nel XVII secolo, ospita la testa di San Biagio in un prezioso reliquiario a forma di busto in argento sbalzato. Il busto è collocato su un altare in marmo di epoca medievale e di rara bellezza. Gran parte delle pareti della cattedrale sono volutamente tenute spoglie per esaltare i suggestivi affreschi del XIX e XX secolo che ornano la cupola sopra l’altare maggiore.

CURIOSITA’

LO STATO SPAGNOLO

Nella guerra tra Francia e Spagna del XVI secolo, la Repubblica di Siena scelse di schierarsi dalla parte sbagliata e perse il dominio sulla Maremma, che passò ai Medici. I Medici cedettero la costa dell’Argentario al Regno di Spagna, che vi istituì lo Stato vassallo dei Presidi, con capitale a Orbetello; la cultura, il cibo e le tradizioni spagnole si diffusero così da qui in tutto il promontorio. Gli Spagnoli, inoltre, costruirono le numerose torri visibili ancora oggi, a protezione contro il pirata turco Kahyr-ad-Din, detto Barbarossa, e la sua progenie, che avrebbe frequentemente cercato di invadere la costa dell’Argentario, catturando gli abitanti per venderli come schiavi nei mercati a Istanbul e in Africa.

IL FRONTONE DI TALAMONE

Il Frontone di Talamone è un bassorilievo in terracotta raffigurante l’antico mito greco dei
Sette contro Tebe, che racconta il drammatico culmine della guerra tra Eteocle e Polinice, figli di Edipo e Giocasta. È uno dei pochi esempi rimasti di arte etrusca-ellenica (II secolo a. C.) ed è conservato nel Museo Archeologico di Orbetello (pag. 125). Le figure scolpite sono intensamente espressive, come quella di Edipo cieco tra i corpi dei suoi figli morti e di Anfiarao che sprofonda nell’Ade.

NEI DINTORNI DI ORBETELLO

La laguna di Orbetello è l’unica laguna marina al mondo ad essere perpendicolare e non parallela al mare. Meraviglie geografiche a parte, è un bel posto da visitare nella stagione estiva, quando si possono fare escursioni in barca o a piedi. Dalle sue rive si può vedere il mulino spagnolo, uno dei nove mulini a vento costruiti dai senesi: nel XVI secolo i pescatori di Orbetello vi trasportavano in barca il grano maremmano da macinare. La laguna di Orbetello è anche un oasi WWF ed ospita più di 450 specie di uccelli. 

MUSEO DELLA CULTURA CONTADINA

Questo museo è dedicato alla trasformazione rurale del sud della Maremma nel XX secolo. Diviso cronologicamente in tre sale, la sua collezione di dipinti, strumenti, fotografie e mappe mette in mostra la storia sociale di un periodo turbolento per le lotte per la terra, la mezzadria, la malaria e la cronica penuria di cibo.

COSA

Cosa forse non è il sito archeologico più ricco della Maremma, ma dato che è ad ingresso libero, vale la pena dare un’occhiata.
L’insediamento fu fondato nel 273 a. C., e si sviluppò in un fiorente centro agricolo e urbano, ma fu distrutto nel 70 a. C. durante una battaglia tra Romani e pirati. La città risorse, ma non tornò mai al prestigio precedente. Oggi, la maggior parte di essa è ancora interrata. Il Museo di Cosa (€2) ha una piccola collezione di oggetti votivi, vasi e altri reperti etruschi e romani, ma i pezzi migliori sono
stati portati altrove. Nei pressi del museo ci sono delle piastrelle di età repubblicana con i loro disegni tipici bianchi e geometrici. Prendete il sentiero che porta alla parte più interessante del sito, l’arx o cittadella. Il più grande edificio con vista sulla laguna di Orbetello era il Capitolium, un tempio costruito intorno 150 a. C. e utilizzato per le cerimonie. 
Accanto, nel templum augurale, sono stati rinvenuti resti sacrificali bruciati. Si pensa che il tempio più piccolo fosse dedicato ad una dea del mare e della fertilità nota ai romani come Mater Matuta. All’altra
estremità di Cosa si possono vedere le rovine di una basilica del 150 a. C., sulle cui rovine fu edificata nel VI secolo una piccola chiesa bizantina.

GASTRONOMIA

Orbetello è famosa per due specialità maremmane: l’anguilla marinata e la bottarga. Portata dagli Spagnoli nel XVI secolo, l’anguilla marinata era tradizionalmente servita con una salsa acida nota come escabeche, ma gli Orbetellani la preferiscono condita con aceto, aglio, peperoncino e rosmarino. Oggi è possibile acquistare l’anguilla in qualsiasi negozio di prodotti tipici, ma per essere fatta a regola d’arte deve essere fritta per pochi secondi e poi condita con un filo d’ olio d’oliva.
La bottarga è in realtà costituita dalle uova del cefalo. La storia di questa prelibatezza risale a quando il consiglio cittadino usava pagare ai pescatori le parti indesiderate del pesce. Anche se è a volte indicata come “caviale dei poveri”, in realtà è un alimento di discreto valore e piuttosto costoso. La migliore è quella lavorata a mano, che si riconosce dal colore ambrato scuro. Tradizionalmente, la bottarga viene servita su fette sottili di pane caldo con un filo di succo di limone oppure come condimento sulla pasta.

EVENTI

Gustatus

fine ottobre – inizio novembre

Gustatus, che significa “il senso del gusto” in latino, è una sagra gastronomica di cinque giorni in cui i ristoratori locali, gli agricoltori e i produttori di vino si riuniscono per celebrare la cucina contadina e lagunare; tra l’altro vi si possono assaggiare i famosi spaghetti alla bottarga.