Le Vie Cave (Sovana, Sorano, Pitigliano – GR; Ischia di Castro – VT)

Le vie cave sono antichi percorsi viari, profondamente incassati nella roccia, che furono realizzati in epoca etrusca, ma riutilizzati, ampliati e riadattati anche nei secoli successivi, in epoca romana, medievale, rinascimentale e moderna.

Servivano per permettere un più agevole accesso ai pianori che circondavano le città a partire dal fondovalle e di fatto delineano le principali arterie di comunicazione degli antichi centri della zona dei tufi: Pitigliano, Sovana, Sorano, ma anche Castro nel viterbese, solo per citare i principali.
L’aspetto che esse hanno oggi è in realtà molto diverso da quello originario, in quanto nel corso del tempo sono state progressivamente approfondite, sia dai fenomeni erosivi naturali, sia dalla mano dell’uomo: ecco perché è possibile vedere testimonianze di epoca etrusca nei punti più alti delle pareti, edicole e immagini sacre di epoca medievale o posteriori circa a metà parete e segni di attività più recente alla loro base: infatti lo scorrimento dell’acqua provocava il progressivo degrado del fondo stradale che, per essere ripristinato, nel caso che la strada continuasse ad essere utilizzata, richiedeva una ulteriore escavazione che approfondiva ulteriormente il taglio.

Sovana

Intorno a Sovana sono presenti tre vie cave: il Cavone, la Cava di Poggio Prisca e la Cava di San Sebastiano.

Il Cavone è quella più ampia e celebre, è stata tracciata in epoca etrusca tagliando una più antica necropoli di età arcaica, le cui tombe sono ancora visibili lungo il margine superiore, soprattutto nel tratto iniziale. La sua datazione è confermata da una iscrizione etrusca, accompagnata da una svastica, presente in alto, sulla parete sinistra, poco prima del suo sbocco sul pianoro. Nel 1912 nel fondovalle fu rinvenuta una stipe votiva i cui pochi materiali a noi pervenuti sono esposti nel Museo di San Mamiliano. La strada si dirigeva verso nord e doveva mettere in comunicazione Sovana con i centri dell’Etruria interna (Chiusi, Orvieto).

La Cava di Poggio Prisca, come il Cavone, permetteva di accedere ai Pianetti di Sovana, dividendo Poggio Felceto da Poggio Stanziale, due dei nuclei più rilevanti della necropoli etrusca di Sovana.
Al contrario delle altre due vie sovanesi, tuttavia, non sembra recare chiare tracce riportabili ad epoca etrusca, è quindi probabile che sia stata realizzata in età più tarda.

La Cava di San Sebastiano si apre sul versante opposto della valle rispetto alle precedenti,e doveva condurre verso la valle del Fiora. E’ forse la più suggestiva delle vie cave, per la notevole profondità unita a una larghezza veramente ridotta. Anche in questo caso nella parte più alta delle pareti sono visibili tracce di tombe a camera etrusche e segni riportabili ad epoca medievale. Poco prima del suo sbocco sul pianoro, sulla destra si può accedere a un antico oratorio, con numerosi croci incise sulle sue pareti, che si affaccia in modo molto suggestivo sulla via.

Come si raggiungono

Le vie cave di Sovana sono inserite del Parco Archeologico Città del Tufo, con accesso dalla S.P. tra Sovana e San Martino sul Fiora.

Sorano

In realtà può essere assimilata a una via cava l’ultimo tratto della S.P. tra Sovana e Sorano che, realizzata all’inizio del 900, risale dalla valle del fiume Lente con numerosi tornanti tra alte pareti incassate nel tufo fino al paese di Sorano.

Antica è invece la Cava di San Rocco, che metteva in comunicazione il paese con l’insediamento rupestre che fronteggia la rupe. Lungo il suo percorso sono apprezzabili i sistemi di canalizzazione delle acque e le numerose scalette scavate nel tufo che dovevano permettere di accedere agli appezzamenti di terreno adiacenti.

Come si raggiunge

L’insediamento rupestre di San Rocco è una delle sezioni del Parco Archeologico Città del Tufo. La via cava può essere imboccata sia scendendo dal centro storico di Sorano, sia, al capo opposto dalla S.P. tra Sorano e Sovana.

Pitigliano

Anche intorno a Pitigliano sono presenti diverse vie cave.

La Cava del Gradone, sul costone a sud della città, all’interno del Museo all’Aperto Manzi, è probabilmente di origine etrusca, dal momento che si trova lungo il percorso che, a partire dalla necropoli di San Giovanni, oltrepassava il fosso Meleta e risaliva sul pianoro antistante la città lambendo la necropoli del Gradone, per poi dirigersi probabilmente verso Castro e Vulci.

Sul lato opposto del paese invece la via che si dirigeva verso Sovana attraversava due diverse vie cave: la prima, detta Cava di Poggio Cani scendeva da Pitigliano verso il fiume Lente. Essendo molto vicina al paese lungo il suo percorso è possibile vedere numerose strutture ipogee, antiche tombe etrusche, cantine e stalle, più volte riutilizzate e in parte oggi abbandonate. Attraversato il fiume la strada poi proseguiva nella Cava di San Giuseppe, che risaliva lungo il costone opposto. Anch’essa lambisce una necropoli di tombe etrusche a camera e presenta le caratteristiche canalizzazioni laterali che servivano a impedire che l’acqua scorrendo lungo la parete invadesse la sede stradale.

Sulla riva opposta del fiume Lente si aprono invece altre due vie: la Cava dei Fratenuti e la Cava della Madonna delle Grazie.

Come si raggiungono

Le vie cave di Pitigliano sono agevolmente raggiungibili dalla strada provinciale che unisce Pitigliano a Sovana, dove sono accuratamente segnalate. La via cava di Poggio Cani è raggiungibile anche dal centro storico di Pitigliano uscendo dalla Porta di Sovana.

Castro (Ischia di Castro)

Anche l’antica città di Castro, distrutta capitale del ducato retto dalla famiglia Farnese, era circondata da vie cave, come molte altri centri di origine etrusca di questo territorio. La principale si trovava a sud della città e, attraversato il fiume Olpeta, portava verso Vulci e il mare. Ancora in uso in epoca rinascimentale, reca i resti della pavimentazione in pietra trachitica, e, come nel caso del Cavone di Sovana, è presente una iscrizione etrusca in prossimità del suo sbocco sul pianoro.

Come si raggiunge

La Cava di Castro è raggiungibile dal Parco Archeologico Antica Città di Castro, cui si accede dalla strada provinciale Manciano – Farnese.