monterotondo-1Le Biancane

Il Parco Naturalistico delle Biancane si trova a Monterotondo Marittimo, nel territorio delle Colline Metallifere, nell’alta Maremma grossetana.

Questo parco è famoso per le sue rocce bianche, da qui il nome “biancane”, generate dall’emissioni di idrogeno solforato che reagiscono a contatto con il calcare, trasformandolo in gesso.
Si tratta di uno dei più importanti parchi geotermici della Toscana.

Il parco naturalistico

Le biancane di Monterotondo Marittimo sono comprese nel Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane.
Si tratta di un parco geotermico posto fra le province di Grosseto e Pisa, a pochi minuti da Massa Marittima, in prossimità del centro abitato di Monterotondo Marittimo.
Il parco deve il suo nome “biancane” alla presenza di formazioni di gesso create dalla reazione tra le rocce calcaree e le emissioni di idrogeno solforato.
All’interno del parco avvengono varie manifestazioni geotermiche : soffioni, bulicami, mofete e putizze.
Il vapore che fuoriesce dalle rocce ha una temperatura di circa 100°C ed è composto da acido solfidrico, anidride carbonica, metano, ammoniaca, acido borico, idrogeno e azoto.

I laghi :

All’interno del Parco Naturalistico delle Biancane si trovano due laghi:

Lagone Cerchiaio, un laghetto di acqua borica già utilizzato dagli etruschi per bagni terapeutici per la cura di malattie della pelle, reumatismi, problemi muscolari, dei reni e del fegato. In epoche successive il laghetto venne utilizzato per i primi esperimenti per l’estrazione dell’Acido Borico da parte di Uberto Francesco Hofer. Il nome “Cerchiaio” deriva dall’antica tradizione, iniziata in epoca medievale, di utilizzare le acque calde di questo lago per la curvatura del legno di castagno per la cerchiatura delle botti.
Lagone naturale, si trova nella parte meridionale del parco naturale, si tratta di un cratere alimentato da acque termali. L’acqua ha una temperatura molto elevata, tra i 100 e i 150°C.

Per visitare il parco si segue il percorso che parte dal Lagone del Cerchiaio, qui si possono scorgere anche i vecchi lavatoi realizzati in mattoni ottagonali provenienti dalla fornace di Vecchienne e risalenti agli anni ’30 dello scorso secoli. Sulla destra una stradina conduce alla vecchia centrale Enel. Si prosegue poi per un piccolo tatto in salita e si iniziano ad ammirare le prime cristallizzazioni di calcare, si arriva al piazzale centrale e da qui si può vedere un caratteristico terrazzamento dove scorre l’acqua proveniente dalla sorgente di Chiorba, un tempo utilizzata per il deposito degli agenti incrostanti. Il sentiero prosegue ancora in saluta tra fumarole e putizze, un panorama surreale e suggestivo! In basso si scorge un Lagone che nei secoli ha creato un grande cratere ricoperto di terra grigia.
Proseguendo si incontrano le fumarole, qui il vapore esce tra le crepe delle pietre, tanti colori diversi dal rosso intenso al giallo ocra fino al bianco accecante, acque bollenti dai densi vapori, il borbottio delle acque che fuoriescono dal terreno ed infine la vegetazione che negli anni si è adattata alle condizioni, stravolgendo la sua natura. Tra le specie autoctone di questo territorio, il brugo e la sughera, entrambe della famiglia delle acidofile.

I pozzi geotermici :

All’interno del Parco Naturale delle Biancane di Monterotondo Marittimo si trovano numerosi pozzi geotermici utilizzati per incanalare il vapore ad alta entalpia. Il vapore viene convogliato in direzione della produzione di energia elettrica.
A Monterotondo Marittimo la produzione energetica da fonte geotermica ebbe inizio nel 1916, nel 1918 venne costruita nel 1918 presso il Lago Boracifero, una prima centrale di produzione. La centrale ENEL attuale risale invece al 1958. Le centrali elettriche che si trovano nel territorio comunale di Monterotondo Marittimo coprono il 70% del fabbisogno energetico della provincia di Grosseto.