Detti Maremmani

” Se ’l formaggio un non lo chiami cacio, la formica cudèra e l’ombra mèria, che maremmano sei, porca miseria! “

Questo modo di dire rappresenta al meglio la parlata maremmana, che non è un vero e proprio dialetto, quanto piuttosto una “storpiatura” dell’italiano tradizionale, un modo più veloce ed efficace di comunicare, che cambia comunque di zona in zona e di paese in paese… un’infinità di parole, aforismi e proverbi che si tramandano di generazione in generazione, dai racconti dei nonni, ogni volta arricchiti di nuovi dettagli, agli stornelli, un prezioso patrimonio che racconta la storia di un territorio dal passato spesso difficile, ma dalla bellezza indescrivibile, dove vive un popolo forte e fiero, ma allo stesso tempo genuino ed accogliente, sempre pronto a condividere leggende e racconti. La parlata maremmana è caratterizzata, come per la gran parte della Toscana, dall’aspirazione della c e dalla troncatura dell’ultima sillaba dei verbi all’infinito, ovviamente con varianti tra le varie zone, ad esempio nell’area di Pitigliano si risente molto della vicinanza al confine laziale e la parlata tende a perdere parte della tipica inflessione toscana.

L’aspetto sicuramente più interessante del “dialetto” maremmano sono i suoi  modi di dire ed i proverbi, tratti dalla saggezza popolare e spesso facenti riferimento alla natura, raccontano secoli di storia e sono una delle testimonianze più preziose della storia locale.

Alcune delle parole più tradizionali nell’idioma maremmano :

  • Bercio : urlo, grido
  • Biasciare : masticare, ruminare
  • Billo : tacchino.
  • Bolzo : stanco, fiacco
  • Boncìtto : bravo, buono
  • Buggerare : imbrogliare; fregare
  • Buzza : pancia
  • Cagna : fiacca, stanchezza, svogliatezza.
  • Cannella : rubinetto
  • Capare : selezionare, scegliere
  • Cencio : straccio, strofinaccio
  • Chiorba : testa
  • Ciacciare : farsi gli affari altrui
  • Ciancicare : masticare svogliatamente
  • Cicca (sost. femminile): Sigaretta.
  • Citto/a : bambino/a
  • Cécce : mettersi a sedere
  • Coglionare : prendere in giro
  • Coltella : coltello
  • Cretto : fessura, crepa
  • Cupo : piatto fondo
  • Diàccio : ghiaccio; gelido
  • Gnaulare : miagolare
  • Inguastito : offeso; arrabbiato; stizzito
  • Labbrata : schiaffo dato sulla bocca con il dorso della mano
  • Marmato : freddo
  • Mèglio! Ma meglio!:  esclamazione per rispondere negativamente ad una domanda
  • Mèria : ombra
  • Mesciare (verbo): méscere, versare da bere
  • Mìccia : asina
  • Pròda : margine; estremità
  • Poventa : riparo dal vento
  • Ruzza : momento di gioco
  • Smadonnare : bestemmiare.
  • Sodo : lento a capire le cose
  • Strullo :  sciocco, grullo
  • Sortire : uscire
  • Tonfo : botta; rumore; caduta
  • Uscio : porta