Massa Marittima non ha bisogno di presentazioni. Una vera città medievale, la più importante della Maremma, per la sua bellezza e la sua fama.

Massa Marittima è la “pecora nera” della provincia. Nel 1225 era l’unico Stato indipendente nella zona, e accoglieva le famiglie nobili della Toscana e gli artisti più ispirati, mentre le città vicine discutevano di domini feudali e tasse sulla terra. Le miniere di rame e argento resero la città così ricca che cominciò ad essere conosciuta come Massa Metallorum (“la città dei metalli”). Con la tipica raffinatezza italiana, Massa Marittima ha scambiato il fascino agreste dei suoi vicini con splendore artistico, bel vivere e stile moderno. Oggi la città vanta alcuni dei piaceri semplici della vita del sud della Toscana, bisogna solo rimanere svegli abbastanza a lungo per approfittarne. La sera, quando i turisti sono già a letto da un pezzo, i Massetani reclamano la loro città. Non c’è niente di più italiano di una cena condivisa con gli amici e Massa Marittima ha abbastanza ristoranti, tutti ottimi, da scoraggiare chiunque dal mangiare a casa. Dato che non hanno alcuna intenzione di andare a letto presto, i Massetani hanno l’abitudine di passeggiare dopo i ricchi pasti, approfittando dei negozi che rimangono aperti fino a tardi solo per loro. I girovaghi finiscono sempre in piazza Garibaldi, attratti dalla musica dei concerti improvvisati. Il ritmo è rilassato e nessuno sembra essere in grado di spostarsi più di un metro senza incontrare qualcuno che conosce. Seduti sui gradini della cattedrale, sarete incantati dalla bellezza di questa città dopo il tramonto. Naturalmente, i Massetani pagano per le loro abitudini nottambule il giorno successivo. Avrete un certo piacere ad alzarvi presto una mattina di sabato e guardare i turisti freschi e desiderosi di approfittare della bellezza della città e gli abitanti assonnati che inciampano nei bar piccoli e lindi per prendere un caffè e un cornetto a mattina ormai tarda.

Da vedere

Il cuore di Massa Marittima è in piazza Garibaldi. I Massetani moderni hanno battezzato la piazza con il nome del loro eroe Giuseppe Garibaldi: una dedica perfetta dato che la piazza onora anche  San Cerbone, un santo del VI secolo che sapeva parlare agli animali e che fuggì in Africa e comandò ai papi nello stesso modo in cui Garibaldi comandò ai re. San Cerbone è sepolto a Massa, all’interno del Duomo, che ha impiegato quattro secoli ad esser costruito ed è senza dubbio la più bella chiesa della Maremma. Vale la pena fare la coda per entrare in questa cattedrale: c’è qualcosa di grezzo e medievale nello spazio malgrado la sua collezione di tesori dell’arte italiana. Il palazzo del Podestà si trova alla destra della cattedrale. Risale alla metà del XIII secolo e porta gli stemmi dei Capitani di Giustizia, nobili cittadini che nel Rinascimento svolgevano le funzioni di capitani di polizia. Sopra la porta a destra c’è una piccola scultura in pietra della Lupa con i gemelli, la versione senese della romana Lupa Capitolina. Il palazzo è oggi sede del Museo Archeologico di Massa. Più in basso il palazzo del Comune sembra piuttosto una fortezza che la sede del consiglio comunale. Lo stemma appartiene ai Medici, un promemoria di quanto sia stato facile per Cosimo Medici conquistare Siena e tutto il suo territorio nel XVI secolo. Alla sinistra della piazza su via della Libertà c’è la fonte dell’Abbondanza. Sotto gli archi di questo palazzo si può vedere l’affresco dell’Albero della fecondità. Il suo artista medievale deve essersi molto divertito a dipingere un albero carico di frutti dalla forma di falli. L’affresco era destinato a favorire la fertilità nelle donne che venivano ad attingere acqua dalla fonte ed è un miracolo che sia sopravvissuto ai rigori controriformisti. Via della Libertà non è solo la sede dei migliori negozi di Massa Marittima, ma anche dei suoi palazzi più antichi. Il governatore Pannocchieschi abitava al numero 11/15 nel XIII secolo. San Bernardino da Siena, ricordato soprattutto per la sua opposizione ai costumi lascivi del XV secolo, nacque al numero 63. Seguite via Albizzeschi fino alla Chiesa di San Francesco, che si trova all’interno dei giardini di un albergo di lusso. Sia la chiesa e il monastero furono fondati da san Francesco stesso, o almeno così dice la leggenda, nel 1220, e presentano uno stile gotico che rispecchiava l’austerità di tutti gli edifici religiosi costruiti in suo nome. Le finestre ampie e alte sono le uniche a Massa Marittima durante questo periodo. All’interno, la navata scarsamente decorata rappresenta la convinzione San Francesco che i fedeli dovessero poter vedere l’altare chiaramente. Dopo anni di degrado e un terremoto, della chiesa originaria resta solo l’abside. Il dipinto Gesù in gloria, la Vergine e San Cerbone di Raffaello Vanni,
risalente al XVII secolo, adorna le pareti. Continuate in salita verso la porta di San Francesco, l’arco meglio conservato della città, costruito nel 1377, che si apre su piazza Matteotti, il cuore militare di Massa, e la torre del Candeliere, su cui salire per non perdersi una vista incredibile. Nella piazza c’è
anche il palazzetto delle Armi del XV secolo, originariamente utilizzato per lo stoccaggio di armi e
attualmente sede del Museo di Arte e Storia delle Miniere. Seguite Corso A. Diaz fino alla Chiesa di Sant’Agostino. L’abside è la più bella caratteristica di questa chiesa gotica, progettata nel 1350 dallo stesso artista che ha progettato il Duomo di Siena. All’interno le luminose vetrate danno colore all’ambiente altrimenti spoglio ed essenziale. Le opere conservatevi risalgono in gran parte al XVII secolo; il pezzo più bello è la Fuga in Egitto di Lorenzo Lippi. Accanto, la Chiesa e Convento di San Pietro all’Orto ospita il Museo di Arte Sacra e il Museo degli Organi Meccanici.

EVENTI

Balestro del Girifalco

Maggio e Agosto

Il Balestro del Girifalco è una delle feste medievali più belle della Toscana, un vero spettacolo se avrete la fortuna di visitare Massa Marittima durante il suo svolgimento.

Sapori d’Autunno

Novembre nella frazione di Tatti

Un weekend di Novembre dedicato ai sapori d’autunno della Maremma Toscana.