massa-lago-d'accessa-michelinastreghina

Lago dell’Accesa

Il Lago dell’Accesa si trova nel territorio delle Colline Metallifere Grossetane, a sud del comune di Massa Marittima. Si tratta di una delle principali aree naturalistiche ed archeologiche della Maremma Toscana, sede oggi di un Parco Archeologico.

La storia del lago

L’area attorno al lago vide presenza umana sin dal periodo etrusco, esistevano infatti degli insediamenti già nel VI secolo a.C. Grazie soprattutto alla vicinanza ai giacimenti di ferro, oro, argento e piombo. I primi villaggi etruschi si svilupparono nell’area collinare, a testimonianza della presenza etrusca, rimangono oggi numerose tombe e ruderi di abitazioni.
Anche in epoca romana proseguì l’attività industriale sull’area, tale attività si protrasse fino al XVIII secolo. Presso la località Forni dell’Accesa sono visibili ancora oggi i resti degli antichi altiforni che venivano utilizzati per la trasformazione dei metalli estratti.
Le attività estrattive sul Lago dell’Accesa venne interrotta in concomitanza con l’inizio dell’opera di bonifica attuata dai Lorena.

Esiste una leggenda su questo lago, si narra che il 26 Giugno, Sant’Anna, il proprietario del terreno costrinse i suoi contadini a lavorare non rispettando le celebrazioni per la santa, il lavoro si protrasse fino a tarda sera e durante la notte si udì un rombo fortissimo e in quel preciso istante si aprì una voragine nel terreno che inghiottì i carri trainati dai buoi e i contadini a lavoro, e nel medesimo posto nacque il lago. La leggenda racconta che ancora oggi, nella notte di Sant’Anna, si possono udire i lamenti dei buoi e lo stridio delle ruote dei carri.

Il lago

Il Lago dell’Accesa si trova a circa 7km dalla cittadina di Massa Marittima, è circondato da dolci colline ricoperte da fitti boschi, si tratta dell’unico bacino naturale dei territori settentrionali della provincia di Grosseto ed ospita alcune importanti specie vegetali autoctone della zona. Le acque del lago sono straordinariamente limpide e cristalline, profonde – in alcuni tratti raggiungono anche i 50 mt -. Il lago non è molto esteso, ha una superficie complessiva di soli 14 ettari.

Flora :

La particolare conformazione delle sponde del lago e la bonifica dell’area palustre ha limitato la prolificazione di specie autoctone delle zone umide, ciononostante il lago ospita una interessante varietà vegetale, ninfea comune, ranuncolo delle passere, potamogeton coloratus e ludwigia palustris. Lo specchio d’acqua è completamente circondato da un canneto di cannuccie di palude e falasco, dove nascono spontaneamente anche vilucchio bianco, altea comune e luppolo. Molto diffuse anche la gramigna altissima e il cardo di Montpellier. Nella zona sud-occidentale, sorgono alcune specie particolarmente resistenti alla siccità Juncus conglomeratus, Scirpo Romano, trifoglio palustre, salici, pioppi e frassini. Abbondanti anche le Ciperacee, nello specifico Carex distans, Carex Otrubae, Clidemia hirta, Cyperus flavescens e Giunco odorato. Molto interessanti anche le orchidee, anche se più rare, Elleborina Palustre e Orchidea di Palude.

Fauna :

La fauna ittica che popola il lago non è autoctona ma composta da specie introdotte dall’uomo, persico trota, gambusia, carpa erbivora, persico sole e persico reale.

Parco Archeologico del Lago dell’Accesa

All’interno dell’area archeologica si distinguono cinque quartieri ed altrettante necropoli. I diversi siti archeologici coprono un arco temporale che va dal VII al VI secolo a.C., anche se alcune tombe a fossa e a pozzetto potrebbero essere più antiche e risalite al IX-VIII secolo a.C.
Con molta probabilità la comunità del Lago dell’Accesa era posta sotto il controllo della potente Vetulonia.