Vitozza

Il sentiero che conduce a Vitozza è tortuoso, seminascosto e… magico, una vera avventura che vi condurrà in un viaggio indietro nel tempo.

Immersa nel borgo, questa antica città è nascosta tra gli alberi, e l’atmosfera è veramente suggestiva, quasi mistica!

E’ proprio qui, sotto il bosco selvaggio, che centinaia di persone vivevano, principalmente nelle grotte adibite ad abitazione, scavate nella enorme parete rocciosa, e circondate da file interminabili di querce e abeti.

Vitozza si trova a soli 10 minuti da Sorano, fu abitata in epoca medievale.E fu uno dei principali insediamenti rurali dell’epoca sul territorio dell’Area del Tufo.

L’insediamento di Vitozza venne abitato a partire dal XII secolo, ma gli archeologi ritengono che l’area vide presenza umana già a partire dal periodo preistorico.

La ragione più plausibile circa l’esistenza di questo insediamento rurale è probabilmente da ricercarsi nella volontà di un gruppo consistente di persone di sfuggire al controllo degli Aldobrandeschi che, in epoca medievale, controllavano praticamente tutte le città di questa parte della Maremma Toscana.

Al di là delle ragioni dietro la sua costruzione, Vitozza è oggi una delle più incredibili ed affascinanti attrazioni del territorio, pressoché sconosciuta alla massa, ma di profonda rilevanza storica.

Ci sono circa 200 grotte nascoste tra gli alberi, alcune naturali, altre scavate a mano.

La comunità che visse a Vitozza durante il Medioevo aveva una incredibile organizzazione sociale, a differenza di quanto si potrebbe immaginare oggi vedendo le grotte adibite ad abitazione.

Il primo gruppo di grotte che si incontrano sono strutturate su due  o più piani, probabilmente i piani più elevati svolgevano la funzione di abitazione, ed erano accessibili per mezzo di ponti o scale in legno, mentre quelli più bassi venivano utilizzati come magazzino per la legna, il cibo o alto.

Il secondo gruppo di grotte, di forma rettangolare, ospitavano gli animali, mentre il terzo gruppo, disposto a semicerchio, erano probabilmente utilizzate come luogo conviviale, per i pasti.

Ma è sicuramente l’ultimo gruppo di grotte ad essere quello più interessante, furono costruite dai romani e si chiamano Colombai, perché venivano utilizzate per l’allevamento di colombi e piccioni, poi venduti al mercato per il sostentamento della comunità.

Appena fuori dall’insediamento rupestre, si trovano anche i resti di un antico castello aldobrandesco, del quale oggi rimangono i ruderi di alcune torri, si possono scorgere inoltre i resti di una piccola chiesa e di alcune antiche abitazioni.

Arrivare a Vitozza è come abbandonare il mondo moderno addentrandosi in un mondo d’altri tempi, dominato dalla natura selvaggia.

L’insediamento di Vitozza venne abitato fino alla fine del XVII secolo, quando il Granduca di Toscana obbligò gli abitanti a lasciare l’insediamento rurale per spostarsi nei vicini centri abitati.