Strada del Vino Costa degli Etruschi

Circa 150km di costa incontaminata, mare azzurro, dolci colline e infiniti vigneti caratterizzano la Strada del Vino Costa degli Etruschi, una delle più importanti della Toscana, zona di produzione di uno dei vini più famosi al mondo, Sassicaia DOC.

Il territorio è molto vasto, compreso nelle provincie di Livorno e Pisa. La Strada del Vino Costa degli Etruschi tutela ben 5 zone di produzione vitivinicola, la zona del Terratico di Bibbona che recentemente ha ottenuto il riconoscimento di DOC, quella del Montescudaio DOC, quella del Bolgheri DOC, patria del più nobile e conosciuto Sassicaia, la DOC Val di Cornia e l‘Isola d’Elba, patria dell’Aleatico Passito.

Terratico di Bibbona

Il territorio di produzione è compreso tra i comuni di Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona e Collesalvetti. Qui si produce il Terratico di Bibbona DOC, con uve di Vermentino, Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah. In questo territorio la coltivazione della vite ha origini antichissime, etrusche per la precisione, già 2500 anni fa infatti gli Etruschi coltivavano la vite grazie alle influenze delle civiltà del Mediterraneo, prime su tutte quelle dei Greci e dei fenici. Successivamente anche i Romani proseguirono queste coltivazioni, affinando le tecniche di coltivazione e di raccolta. Tra alti e bassi la produzione di vino sul territorio è proseguita nei secoli, fino ai giorni nostri.

continua a leggere...

Di grande bellezza di borghi e le cittadine che si incontrano durante il percorso :

Collesalvetti, delizioso abitato di origine antica, già frequentato in epoca etrusca-romana, qui si trova la Aemilia Scauri, importante strada romana realizzata nel 109 a.C. per volere del censore Marco Emilio Scauro, la via partita da Luna, l’antica città di Liuni, proseguiva verso Vada Sabatia (oggi conosciuta come Vado Ligure), poi Savona, ed infine giungeva a Tortona. Furono gli Etruschi a fondare i primi insediamenti, anche se alcune tracce fanno risalire le prime frequentazioni di questo territorio già all’Età del Bronzo. Durante il periodo medievale l’area di Collesalvetti era diviso in sette Curtes, poi elevate al ruolo di castelli e raggruppate nelle località di Nugola, Castell’Anselmo, Parrana e Colognole. A partire dal 1109 ha inizio la dominazione pisana sul territorio, in questo periodo decaddero i castelli e l’area venne suddivisa in 13 comuni, Nugola, Poggio Sigeri, Cordecimo, Santo Apostolo, Vicarello, Collesalvetti, Cugnano, le Parrane, Colognole, Farneta e Postignano, tutti posti sotto il governo di Porto Pisano. I primi documenti che nominano Collesalvetti come capoluogo risalgono al 1178, in una bolla di Papa Alessandro III, ed in seguito nel 1272 nella vendita di alcuni terreni. Nel 1300 l’area di Collesalvetti affronta un periodo buio caratterizzato da una tremenda epidamia di peste e dalle guerre tra Pisa e Firenze, nel 1406 finisce la dominazione pisana e inizia quella fiorentina, e Collesalvetti viene posta sotto il controllo del Vicariato di Lari.  In epoca medicea Collesalvetti vive un periodo di grande crescita, grazie soprattutto alle opere di bonifica attuate dai Medici. Nel 1737 il Granducato di Toscana passò al Lorena, che proseguirono l’importante opera di bonifica del territorio. Da segnalare la Villa Medicea, il Ponte Mediceo, l’Acquedotto Leopoldino, la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la Riserva Naturale Provinciale Oasi della Contessa, il Parco Provinciale dei Monti Livornesi e le Aree Naturali Protette di Interesse locale di Parrana e Colognole.

Cecina, citata da Dante nel XIII canto dell’Inferno,

” non han sì aspri sterpi nè sì folti
quelle fiere selvagge che ‘n odio hanno
tra Cecina e Corneto i luoghi colti”

è una delle località più importanti della Costa degli Etruschi. Risalente al periodo etrusco, la città deve il suo nome a quello di una delle più potenti famiglie etrusche, quella della gens Ceicna (o Kaikna) di Volterra e conosciuta in epoca romana con il nome di Caecina. Durante la dominazione romana, il console Albino Cecina fece costruire una villa, i cui ruderi sono ancora oggi visibili presso la località di San Vincenzino. Con l’avvento dei romani la città visse un periodo di abbandono che culminò nel 410 con l’inizio delle incursioni dei Goti. I Longobardi elevarono la città al ruolo di Curtis Regia, un diretto possedimento della corona reale, Cecina mantenne questo ruolo anche sotto i Medici e i Lorena. Fino al 1406 Cecina fu posta sotto il controllo della Repubblica di pisa, e dal 1407 entrò a far parte della potenza fiorentina sotto il governo dei Medici, rimanendovi fino al XIII secolo. A partire dal 1800 i Lorena attuarono importanti opere di bonifica, che migliorarono le condizioni del territorio, determinando un profondo sviluppo dell’economia per questa città. La città ospita monumenti ed edifici storici di grande rilevanza architettonica e artistica, la Chiesa dei Santi Giuseppe e Leopoldo, la Chiesa della Santa Famiglia, il Cippo di Rimazzano, la fontana della Maremma Assetata, ed il sito archeologico di San Vincenzino, dove si trovano i resti di una villa romana del I secolo a.C.

Rosignano Marittimo, probabilmente frequentato già dal periodo romano, il nome della città deriverebbe da quello di un nome proprio – Rasinius – o di una famiglia – Rasinii – , altre versioni vedono quest’area abitata in epoca etrusca. Il nome ufficiale Rosignano Marittimo risale però solo al 1862, quando venne appunto aggiunta la specifica “marittimo” cioè della Maremma (dal latino Maritima). Durante il Medioevo Rosignano Marittima era un possedimento della famiglia Della Gherardesca, dal X secolo fu elevato al ruolo di comune, alla morte della contessa Matilde di Canossa il Castello di Rosignano passò alla Chiesa pisana. La città seguì poi le sorti del territorio passando prima ai Medici e poi ai Lorena. Degni di nota la Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Ilario, l’Oratorio della Madonna della Neve, l’Oratorio di San Giovanni Battista e Sant’Ilario di Poitiers, il Teatro Solvay, la Villa Celestina, la Villa Mirabella.

Bibbona, è una città dalle origini antiche, citata per la prima volta in un documento ufficiale nel 1040 quando viene ricordato un castello di proprietà della potente famiglia Farolfi di Lucca. Il nome deriverebbe dall’etrusco, con il nome di persona “Vipi” poi trasformato in latino “Vibius o Bibius”. Il territorio fu conteso tra la famiglia Della Gherardesca ed il Vescovo di Lucca. Nel 1490 Bibbona venne annessa al Granducato di Toscana, sotto il governo della famiglia Medici. Gran parte dei territori erano paludosi e solo grazie alle bonifiche iniziate dai Medici e proseguite dai Lorena fu possibile risanare il territorio. Il centro storico di Bibbona è uno dei più belli della Maremma Toscana, caratteristiche le sue vie lastricate in pietra che circondano l’antico castello, particolarmente interessanti il Palazzo del Comune Vecchio, di origine medievale, il palazzo Gardini, il Fonte Bacco, la Rocca, risalente al 1200, la Pieve di Sant’Ilario, la Chiesa di San Giuseppe e la Chiesa di Santa Maria della pietà.

montescudaio doc foto instagram @thorel89bs

foto instagram @thorel89bs

Montescudaio

Il disciplinare di produzione del Montescudaio DOC include nei territori di produzione i comuni della Val di Cecina, ad esclusione di Volterra, quindi Casale Marittimo, Guardistallo e Montescudaio. In questo territorio la storia della vite è molto antica, che inizia in epoca etrusca e prosegue indisturbata fino ai giorni nostri, a testimonianza di questa antichità è testimoniata anche dal “Cinerario di Montescudaio” risalente al VII secolo a.C., dove è raffigurato un banchetto funebre con un grande vaso contenente vino ed acqua. Il vino Montescudaio ha ottenuto il riconoscimento della DOC per il rosso (Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot,Sangiovese,) e il bianco (Chardonnay, Sauvignon, Vermentino) nel 1977.

continua a leggere...

il territorio è caratterizzato da bellissimi vigneti nelle zone collinari, e panorami mozzafiato, via via che si prosegue si incontrano meravigliosi borghi dalle origini antiche ed oggi custodi di un prezioso patrimonio storico, artistico e… enogastronomico!

Casale Marittimo, piccolo borgo di origine antica, probabilmente fondato prima del 1004, quando viene citato per la prima volta in un documento ufficiale. Nel 1406 Casale Marittimo divenne parte dei domini fiorentini, nel 1684 fu ceduto alla famiglia Ridolfi e nel 1738 entrò a far parte del marchesato di Riparbella. Degni di nota l’Oratorio di San Sebastiano, la Chiesa di Sant’Andrea, la Cappella della Madonna delle Grazie e il Teatro Comunale, risalente al XIX secolo.

Guardistallo, grazioso paesino che sorge attorno all’antico castello longobardo del VII secolo. Il territorio fu probabilmente abitato già nell’eneolitico, circa 3000-2000 anni a.C., a questo periodo risalgono infatti alcune tombe contenenti asce, pugnali in rame e punte di freccia, oggi esposti presso il Museo Guarnacci a Volterra. La città viene citata ufficialmente con il nome di Guardistallo in un documento nel 1144, il nome deriva probabilmente dalle parole tedesche “Warda” e “Stall”, letteralmente “luogo di guardia”. Successivamente il castello seguì le sorti degli altri feudi dei conti Della Gherardesca, posti sotto il governo della repubblica di Pisa. Alla caduta della potenza pisana, Guardistallo passa sotto il controllo fiorentino, e nel 1648 il granduca Ferfinando II cede Guardistallo e Casale Marittimo al nobile Ferdinando Ridolfi, sotto il marchesato di Montescudaio. Nel 1739 il granduca di Toscana, della famiglia Asburgo-Lorena, cede Guardistallo al marchese Carlo Ginori, determinando la sua entrata ufficiale nel Marchesato di Riparbella. Particolarmente interessanti il Teatro Marchionneschi, risalente al 1882, il Castello e la Torre dell’Orologio, la Casa del Camarlingo e la Chiesa di Sant’Andrea.

Montescudaio, è tra uno dei luoghi pi belli della Val di Cecina, ed è anche inserito nell’elenco dei “Borghi più Belli d’Italia”.  La città di Montescudaio viene citata per la prima volta nel 1091 ma l’area venne abitata già in epoca villanoviana, il suo nome deriverebbe dal latino “scutarius” letteralmente “fabbricante di scudi”, ma potrebbe essere anche un nome di persona romano, per altri invece il toponimo Montescudaio deriverebbe dal longobardo “Skuldhais”. La città fu un dominio dei conti Della Gherardesca, sotto la Repubblica di Pisa, fino al 1406, anno della caduta della potenza pisana e dell’annessione al Granducato di Toscana sotto il governo dei medici. In questo periodo Montescudaio, con l’appoggio di Firenze, si costituì comune e detenne tale riconoscimento fino al 1648, quando passò ai Marchesi Ridolfi di firenze. L’abitato è molto particolare e di grande bellezza, si possono visitare la Villa Marchionneschi della fine del XIX secolo, il Palazzo Surbone, residenza ufficiale dei Marchesi Ridolfi, l’Oratorio della Santissima Annunziata, risalente al XV secolo, il Palazzo del Municipio, la Torre Civica, costruita nel XII secolo, il Castello, di origine medievale, la Chiesa di Santa Maria Assunta.

sassicaia foto instagram camilacarboni

 foto instagram @camilacarboni

Bolgheri

Questa è la patria di uno dei vini più famosi al mondo, il Sassicaia DOC, precursore dello stile definito “Supertuscan”. La prima bottiglia di Sassicaia nasce nel 1968 dopo alcuni tentativi di Marcio Incisa della Rocchetta che impianta vigneti di cabernet e utilizza contenitori di rovere per l’affinamento del vino. Oggi il Sassicaia DOC è una delle eccellenze italiane nel Mondo. La strada del vino di Bolgheri custodisce e promuove uno dei territori più belli della Toscana e di tutta Italia, qui si trovano vigneti recenti ed il famoso il vigneto “Sassicaia”. Lo scenario è da fiaba, si incontrano durante il percorso i celebri cipressi,  ai quali Giosuè Carducci dedicò la poesia “Davanti San Guido” nel 1874 :

“I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar”

continua a leggere...

Da non perdere i bellissimi borghi di Castagneto Carducci, Marina di Castagneto e Bolgheri :

Castagneto Carducci, è l’abitato più importante del territorio. Abitato probabilmente sin dall’epoca etrusca, le sue origini sono medievali e seguono le sorti degli altri territori sottoposti al governo della famiglia Della Gherardesca. Nel 754 uno degli esponenti della famiglia Della Gherardesa, Wilfrid, divenuto monaco benedettino, fondò il Monastero di San Pietro in Palazzuolo a Monteverdi Marittimo e donò al monastero stesso le sue proprietà, tra le quali Castagneto. La famiglia Della Gherardesca continuò a dominare su Castagneto Carducci per tutto il Medioevo. Nel XII secolo Castagneto ed i castelli di Biserno, Vignale, Campiglia e Bibbona, vennero ceduti da Enrico VI di Svevia alla città di Pisa, ed i signori Della Gherardesca divennero ufficialmente Capitani di Giustizia di questo territorio. Tra il 1300 e il 1334 Castagneto fu al centro di alcune lotte tra gli esponenti della famiglia Della Gherardesca. La città venne saccheggiata e danneggiata durante la marcia dell’esercito del Re di Napoli, Alfonso di Aragona, subì importanti incursioni da parte delle truppe di Carlo VIII di Francia che voleva impossessarsi del regno di Napoli. Nel XV secolo Castagneto entrò a far parte del Granducato di Toscana ottenendo una erta autonomia, pur rimanendo sempre sotto l’influenza dei Conti Della Gherardesca, alla famiglia Medici di Firenze seguì quella dei Lorena, ed in questo periodo Castagneto perde la sua autonomia e torna fortemente sotto il governo dei Della Gherardesca. Da non perdere la Chiesa della Propositura di San Lorenzo, la Chiesa del Santissimo Crocifisso, risalente al 1500, l’Oratorio di San Guido.

Marina di Castagneto Carducci, è una piccola frazione di Castagneto Carducci, ed una delle più belle destinazioni marittime della Toscana, premiata con la Bandiera Blu per le sue acque e la qualità dei servizi offerti. La frazione di Marina di Castagneto Carducci nasce a partite dal XVIII secolo, quando venne costruito un forte di avvistamento, ma lo sviluppo vero e proprio avvenne solo nel corso del 1900, quando vennero realizzate le infrastrutture necessarie alla creazione di una località balneare. Molto interessanti il Forte Lorenese, la Villa Margherita, costruita nei primi decenni del XX secolo dai conti Della Gherardesca, la Villa Emilia e la Chiesa di Santa Maria Assunta.

Bolgheri, è sicuramente uno dei borghi più famosi della Toscana, reso celebre dalla poesia di Giosuè Carducci “Davanti San Guido”. Il nome di Bolgheri deriverebbe da quello di un insediamento militare di Bulgari, alleato dei Longobardi. Bolgheri viene citato in un documento ufficiale per la prima volta il 23 Gennaio 1158, come proprietà del Monastero di Santa Maria di Serena, fatto costruire dal Conte Gherardo Della Gherardesca, la città fu infatti sempre posta sotto il controllo dei conti Della Gherardesca. A partire dal 1393 Bolgheri subì  numerosi attacchi e danneggiamenti, prima dai fiorentini, e nel 1496 dall’Esercito dell’imperatore Massimiliano, quando i Fiorentini riuscirono a sottomettere Pisa, Bolgheri passò definitivamente alla Repubblica di Firenze. Tra i monumenti più importanti il Castello Medievale, l’Oratorio di San Guido, la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, la Chiesa di San Sebastiano, la Chiesa di Sant’Antonio. Da non perdere inoltre il Rifugio Faunistico di Bolgheri, creato nella seconda metà del 1900 e prima oasi naturale privata in italia, fondata dal marchese Mario Incisa della Rocchetta, e riconosciuta Oasi WWF dal 1968.

foto instagram @monte_solaio

Val di Cornia

La Val di Cornia è uno dei più importanti territori di produzione vitivinicola in toscana. La disciplinare DOC comprende le provincie di Pisa e Livorno ed è stata riconosciuta già nel 1989. I vini prodotti in quest’area della regione Toscana utilizzano vitigni specifici quali Vermentino, Trebbiano Toscano, Anconica, Viognier, Malvasia bianca lunga, Sangiovese, Cabernet, Merlot e Sauvignon. Questo è un territorio storicamente votato alla coltivazione della vite, si hanno infatti testimonianze già dall’epoca etrusca. La strada si snoda tra dolci colline ricoperte di vigne e panorami mozzafiato sul bellissimo mare della costa toscana, toccando i bellissimi borghi di Campiglia Marittima, San Vincenzo, Populonia, Suvereto e Sasseta.

continua a leggere...

Campiglia Marittima, è un delizioso borgo della Val di Cornia, viene ricordato per la prima volta nel 1004 con il nome di “Campilia” dal latino campus ovvero campo, solo nel 1862 venne aggiunta la parola Marittima, ovvero “della Maremma”. L’abitato venne frequentato già da prima del Medioevo, esistevano infatti insediamenti già in epoca etrusca e romana, quest’area è infatti particolarmente ricca di giacimenti minerali ed oggi esiste un grande sito archeologico, il parco archeo-minerario di San Silvestro, che sorge nei pressi della Chiesa della Madonna della Fucinaia. La città inizia a formarsi in epoca medievale, sotto il governo della famiglia Della Gherardesca, sotto la potenza di Pisa. Degni di nota il Palazzo Pretorio, risalente alla seconda metà del XIII secolo e sede dell’Archivio Storico, della mostra permanente Carlo Guarnieri e del Museo del Minerale, la Rocca ed il museo annesso, il Parco Archeominerario di San Silvestro, la cinta muraria con le porte di accesso, Porta Ribellino, Porta Pisana e Porta Fiorentina, il Museo di Arte Sacra, la Chiesa della Madonna di Fucinaia, la Chiesa di San Sebastiano, la Chiesa di Sant’Antonio, l’Oratorio della Misericordia, la Pieve di San Giovanni e la Propositura di San Lorenzo.