Foto Instagram @giovannialessandri
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Cipolla della Selva

Sul Monte Amiata, lungo la strada che da Santa Fiora conduce a Castell’Azzara, sorge un bellissimo convento, il Convento della Santissima Trinità alla Selva, risalente al X secolo. Qui, secondo la tradizione, i monaci erano soliti coltivare ortaggi autoctoni locali, e proprio una di quelle coltivazioni, quella della cipolla, è stata ripresa negli ultimi anni ed è al centro di una nuova disciplinare che ne tutela la produzione e promuove la diffusione di una cultivar autoctona amiatina. Il progetto nasce con l’obiettivo principale di raccogliere e coltivare le antiche varietà di cipolle del Monte Amiata, iniziando dalla coltivazione nei terreni compresi nella Riserva Naturale Bosco della Santissima Trinità, come accadeva in origine. Al progetto di tutela della cipolla della Selva hanno collaborato il CNR-INVALSA di Follonica, Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Siena, l’Associazione Culturale per la Selva ed il Comune di Santa Fiora, con l’ausilio di alcuni agricoltori del territorio di Santa Fiora. Il progetto rientra nella legge regionale 64/2004 relativa alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale. La cipolla che viene coltivata viene trattata naturalmente, senza l’utilizzo di concimi, fertilizzanti, conservanti o erbicidi. Si tratta di una cipolla particolarmente dolce e delicata.