montemerano-chiesaChiesa di San Giorgio

Il nucleo originario della chiesa di San Giorgio sorse in un’area immediatamente esterna alle mura della città probabilmente ancora nel XIV secolo.

Infatti il padronato della Pieve di San Giorgio con la canonica di San Lorenzo sono citati nel documento del 23 febbraio 1382 con cui Ranieri dei Baschi vendette alla Repubblica di Siena il suo feudo di Montemerano. D’altra parte nelle Rationes
Decimarum, del 1296, dove sono citate tutte le chiese della diocesi di Sovana, è presente la sola chiesa di San Lorenzo, lasciando dedurre che San Giorgio ancora non fosse sorta.
L’abside e il transetto devono essere stati aggiunti entro il 1430, data in cui la chiesa venne riconsacrata dal vescovo di Sovana, Antonio del Fede, come indica la iscrizione murata sulla facciata. Nei decenni successivi venne allargato il circuito delle mura, in modo da inserirla al loro interno, lavori che terminarono attorno al 1487.
Al XV e al XVI secolo risalgono i numerosi affreschi che ne adornano le pareti, mentre è possibile ipotizzare che a partire dalla fine del ‘500 e poi nel corso del XVII secolo la chiesa andasse assumendo l’aspetto attuale, con la realizzazione dei primi altari lungo le pareti laterali.
Nel 1711 nella relazione della visita del vescovo Domenico della Ciaia leggiamo che sulle pareti sono ancora visibili “pitture assai antiche et affatto scolorite” e ritenendo che abbuino eccessivamente la chiesa, dispone che siano coperte con un’imbiancatura.
Tra il 1734 e il 1763 venne rinnovata la decorazione interna dell’edificio sacro con la realizzazione di numerosi stucchi, tra i quali il pesante drappeggio con angeli che andò a coprire gli affreschi raffiguranti il giudizio universale sull’arco trionfale.
Nel 1763 venne realizzata la cappella della Madonna del Buonconsiglio, adiacente alla navata sinistra della chiesa, a spese dell’arciprete Giovan Battista Donati, poi ristrutturata nel 1794.
Nello stesso 1794 venne realizzata anche la cantoria, dove venne collocato l’organo. Per sistemare lo strumento al centro dello spazio fu chiuso il primitivo rosone e aperte due finestre laterali. Risale all’800 invece la realizzazione della Cappella dell’Immacolata, lungo il lato destro della chiesa, il cui altare è stato dedicato nel 1870 a celebrare il Concilio Vaticano Primo.
Negli anni ’60 del ‘900 la chiesa risulta in pessime condizioni. Cominciano quindi una serie di lavori di riparazione, restauro e consolidamento che si protrarranno per molti anni. Tra gli altri lavori, vennero chiuse le due finestre aperte alla fine del ‘700 e riaperta l’apertura centrale originaria e vennero riportati in luce tutti gli affreschi coperti dalle scialbature settecentesche.

DA VEDERE : 

La chiesa di San Giorgio costituisce un vero e proprio scrigno per una collezione di opere d’arte tra le più preziose di tutta la provincia di Grosseto. La più importante è sicuramente il polittico firmato da Sano di Pietro, datato 1458, raffigurante la Madonna con il Bambino tra i santi Pietro, Giorgio, Lorenzo e Antonio da Padova, sicuramente realizzato appositamente per questa chiesa e posto sull’altare maggiore fino all’inizio del ‘700, posizione che ha recuperato solo di recente.
Ugualmente di pregio la tavola detta Madonna della Gattaiola, così detta per il foro posto in basso, che la tradizione locale vuole realizzata da un parroco, nell’opera d’arte riutilizzata come porta, per permettere l’ingresso del suo gatto; è possibile che si trattasse originariamente dell’anta destra di un organo o di un armadio che doveva avere un angelo annunciante come corrispettivo nell’anta sinistra; l’opera, databile alla metà del XV secolo, è da attribuire alla mano di un maestro anonimo
cui sono attribuiti altri tre dipinti raffiguranti la Madonna e che i critici hanno battezzato “Maestro di Montemerano”.
Si devono invece a Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta o alla sua scuola due opere lignee di notevole interesse: un San Pietro a tutto tondo (1463-1470), proveniente da un edificio sacro dedicato al santo nella campagna montemeranese, ma in San Giorgio almeno dal 1711, e il rilievo raffigurante l’Assunzione della Vergine (1455-1465), proveniente dalla cappella dell’omonimo oratorio, un tempo posto accanto alla chiesa di San Lorenzo, da cui proviene anche una tavola processionale con la Madonna Assunta attribuita al pittore senese Pellegrino di Mariano Rossini (1450ca).
Ugualmente rilevanti i numerosi affreschi che ricoprono le pareti, realizzati in momenti diversi tra il XV e il XVI secolo. Da segnalare: le storie dell’infanzia di Cristo presenti nel presbiterio, da attribuire a pittori di ambiente umbro-senese dell’inizio del ‘500; il Giudizio Universale, danneggiato dalla realizzazione degli stucchi settecenteschi, opera di un anonimo pittore toscano della seconda metà del XV secolo posto ai lati dell’arco d’ingresso al presbiterio. Di un certo interesse narrativo, seppure opera di un modesto artista locale, è la leggenda di San Giorgio, che viene narrata nella fascia superiore della parete destra, datato 1491: nella prima scena si vede il Santo armato di tutto punto ferire il drago al cospetto della principessa, con lo sfondo di un paesaggio lagunare; poi il drago ferito viene portato dentro le mura della città dalla principessa che
sembra quasi portarlo al guinzaglio; la scena successiva è lacunosa, ma vi si vede San Giorgio che viene aiutato a indossare una veste nera all’interno della città, che risulta essere Montemerano, con la sua chiesa e le mura sullo sfondo, mentre alcuni abitanti stanno abbattendo un idolo sopra una colonna (secondo quanto riportato dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine, Giorgio promette di dare il colpo di grazia al drago solo se gli abitanti si convertiranno al cristianesimo); nell’ultima scena infine si vede il drago decapitato trascinato fuori dalla città da pariglie di buoi.

COME SI RAGGIUNGE :

La chiesa si trova subito all’interno delle mura di Montemerano

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