Valle del Fiora

Le vocazioni principali della valle del Fiora sono l’agricoltura e l’allevamento. Il suo affascinante paesaggio è tipicamente toscano. La valle è conosciuta per le sue dolci colline, che si elevano su un altopiano digradante verso il mare. Ammantate da una spolverata di querce, queste colline una volta delineavano i picchi e i pendii di centinaia di vulcani. Per secoli il ricco suolo vulcanico ha aiutato gli agricoltori locali a produrre gli squisiti vini e oli d’oliva per cui la valle è famosa.

Per i turisti, la valle del Fiora è il luogo dove il cuore maremmano batte più forte. Il pittore Paride Pascucci catturò nelle sue tele l’atmosfera campagnola del XIX secolo, quando anche i contadini più duri erano vinti dalla malaria e i briganti dominavano la valle, non sempre con l’atteggiamento romantico di Robin Hood. Oggi la cultura contadina dei dipinti di Pascucci è mantenuta viva da molte feste e tradizioni. Nella valle, i paesi sono pittoreschi, la gente del posto è affabile e il cibo genuino e abbondante.

IN PRIMO PIANO: Antichità sotto i vostri occhi

I primi Maremmani hanno mosso il loro passi nella valle del Fiora mezzo milione di anni fa, in un periodo in cui rinoceronti ed elefanti vagavano per la campagna, cosa che sembra inverosimile finché non si vede il cranio di uno di essi conservato nel Museo di Preistoria e Protostoria di Manciano. Millenni dopo, gli Etruschi fecero della valle del Fiora una parte del loro vasto impero, l’Etruria. L’esploratore inglese George Dennis setacciò tutta la valle nel 1842 per scoprire che essa aveva la più alta densità di siti archeologici etruschi in tutta la Maremma. Tracce di mura etrusche e templi rimangono a Marsiliana e Saturnia, due delle grandi città dell’Etruria. Nella campagna intorno a Sovana, tombe sontuose sono sorvegliate da teste di leone e statue a forma di sirena, mentre nelle Città del Tufo di Pitigliano e Sorano le strade etrusche conosciute come vie
cave attraversano il territorio in lungo e in largo, scavate così in profondità nelle pareti rocciose che sembrano canyons. Gli Etruschi che abitavano la valle del Fiora erano per lo più contadini: a Scansano perfezionarono la vinificazione, infatti il moderno Morellino di Scansano è fatto con uvaggi clonati da un vitigno etrusco; un sorso di questo rosso potrebbe quindi benissimo essere definito un sorso di storia.

IN PRIMO PIANO: Strada del Vino dei Sapori Colli di Maremma

È possibile ritirare una mappa di questa strada del vino a Scansano o reperirla online. Essa collega le migliori enoteche della zona e le fattorie dove si può fare una degustazione di vino o acquistare prodotti freschi, prendere lezioni di cucina o prender parte alla visita guidata di un vigneto rustico.

DA NON PERDERE

• Una vista davvero mozzafiato sulla Maremma dalla montagna al mare dal centro storico di Manciano, 1 ora.
• L’incredibile ghetto ebraico di Pitigliano, 2 ore.
• Fare il bagno nelle Cascate del Mulino, sorgenti termali di fama mondiale… gratis, 1 ora.
• Una visita guidata di una delle fortezze medievali e rinascimentali meglio conservate d’Italia a Sorano, mezz’ora.
• Un passo più di 2.000 anni indietro nel tempo sulle vie cave etrusche a Sovana, 2 ore.

ITINERARIO

Se disponete di un week-end per visitare la valle del Fiora, iniziate il vostro tour di buon’ora partendo da Saturnia con una passeggiata tra le rovine del tempio romano di piazza Vittorio Veneto, prima di partire per un breve tuffo nelle sorgenti calde delle Cascate del Mulino. Dopo esservi asciugati, fermatevi a Montemerano per rivivere la leggenda locale di San Giorgio e il drago negli affreschi della chiesa di San Giorgio. Poi gustate un pranzo a base di pasta in una delle piccole trattorie che si affacciano su corso Italia. Una volta saziato l’appetito, recatevi a Manciano per l’ultima tappa della giornata. Fermatevi a guardare il tramonto da
uno dei punti panoramici della città vecchia e poi scegliete per la cena uno degli eccellenti ristoranti e pizzerie. Il giorno successivo, niente di meglio che una passeggiata all’aperto per smaltire l’abbondante colazione servita in agriturismo: dirigetevi dunque verso Pitigliano per visitare il ghetto ebraico. Non ve ne andate senza aver acquistato il loro biscotto tradizionale al miele, lo sfratto. Fermatevi per il pranzo a Pitigliano, dove i piatti più squisiti vengono serviti in sale da pranzo cavernose scavate direttamente nel tufo. Poi andate verso Sorano e Sovana, dove è possibile terminare la giornata esplorando le incredibili necropoli etrusche presso il Parco Archeologico Città del Tufo.