pitigliano-aqueduct

acquedotto mediceo

Gli archi dell’acquedotto che si stagliano sul margine della rupe, a ridosso della Rocca degli Orsini, costituiscono uno degli elementi più caratterizzanti e affascinanti dello splendido panorama di Pitigliano.

Si tratta in effetti dell’opera più importante realizzata dai Medici nel paese, che i granduchi acquistarono nel 1604, con il resto della contea, dagli eredi dell’ultimo conte Orsini di Pitigliano, oberati dai debiti.
Niccolò dell’Antella, inviato dal Granduca Cosimo de’ Medici a prendere possesso di questo territorio, nella sua relazione sulla situazione della contea, riporta che allora gli abitanti attingevano l’acqua per bere direttamente dal fosso Meleta, evitando quella del fiume Lente, che era inquinato.
E già nel 1612 furono inviati un architetto e un capomastro con il compito di progettare una fontana per portare l’acqua all’interno dell’abitato. Nello stesso anno lo stesso Cosimo II si recò in visita a Pitigliano, ricevendo l’omaggio anche della comunità ebraica, che gli chiese di essere accettata e di poter continuare a vivere nel paese. Il Granduca glielo concesse, a patto che essa si accollasse la
spesa di 4.000 scudi fiorentini (corrispondenti a 600 scudi romani) per la realizzazione della fonte in via di progettazione. Pare che in soli tre anni la comunità ebraica riuscì a versare la somma richiesta, ma i lavori andarono per le lunghe; nel 1621 i pitiglianesi offrirono ulteriori somme per realizzare l’opera e gli ebrei chiesero di poter utilizzare gli interessi fruttati dal deposito da loro effettuato, visto che la somma non era stata ancora spesa, possibilità che venne loro concessa solo nel 1634. Lo stesso anno finalmente fu deliberato l’inizio dei lavori, ma dal momento che in Pitigliano non erano presenti maestranze in grado di affrontare una realizzazione così impegnativa, fu organizzata una sorta di “gara d’appalto” cui risposero diversi architetti e capomastri “forestieri”; fra le proposte avanzate, fu scelta quella di Mastro Alessandro Vassalli di Viterbo, molto più vantaggiosa economicamente. Fu comunque necessario imporre una nuova tassa per reperire ulteriori somme. A seguire e controllare i lavori fu chiamato l’architetto fiorentino Gherardo
Silvani, autore anche della Cappella Inghirami nella Cattedrale di Volterra. I lavori ebbero inizio finalmente nel 1637, a partire dalle sorgenti del fiume Meleta, dove erano presenti 5 sorgenti vicine una all’altra e imbrigliandone due: quelle dette di Falsetto e di Mezzo. Nel 1638 l’acquedotto fu completato fino al fossato della fortezza, con condotti di terracotta. Si procedette quindi alla realizzazione degli archi per superare i due fossati, fino ad arrivare alla piazza di fronte alla “Porta di Sopra” (oggi scomparsa), dove venne collocata una fontana. Pare che per la realizzazione del lastricato attorno furono impiegati i resti del monumento funebre di Nicolò III Orsini, un tempo posto nella con cattedrale di San Pietro e distrutto da una rivolta popolare nel 1547. Oltre alla fontana, furono costruiti anche un lavatoio e un abbeveratoio. Nel 1639 la Fonte era completata e il Consiglio della Comunità decise di ampliare i lavori, per condurre l’acqua anche nel cuore del paese: nelle piazze di San Pietro e Santa Maria e all’estremità di Capisotto (Fornaccio).
Nel ‘700 la fontana fu abbellita, aggiungendo anche le insegne dei Medici e l’intero acquedotto fu restaurato tra il 1830 e il 1831. Nel 1845, in occasione della realizzazione dell’attuale strada che corre tra la fortezza e l’acquedotto, vennero aperte le tredici arcate odierne, da cui si può godere lo splendido panorama della vallata sottostante. Nel 1913, con la realizzazione del nuovo acquedotto e delle due fontane gemelle di travertino, fu demolito l’abbeveratoio, i cui pezzi scultorei ornamentali furono posti nel Museo Civico. La vasca della fonte fu poi rifatta in epoca fascista.

Nella stessa zona puoi visitare anche

Museo Civico Archeologico della Civiltà EtruscaMuseo di Palazzo Orsini; Sinagoga, Ghetto e Museo Ebraico.

Se ti è piaciuto l’Acquedotto Mediceo di Pitigliano puoi visitare anche

Acquedotto romano di Archi di Pontecchio (Montalto di Castro) (km 45).