Guidando lungo la strada tortuosa verso Punta Ala vi sembrerà di essere finiti dentro un vecchio film. Alla vostra sinistra c’è il blu infinito del mar Tirreno, alla vostra destra ci sono chilometri di pinete color verde brillante.

Davanti a voi c’è Punta Ala, la destinazione balneare più esclusiva della Maremma.

Nei secoli passati, fu un pascolo per bestiame utilizzato già dagli Etruschi, poi un porto romano e nel XVI secolo addirittura un regalo di compleanno per Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I Medici.

Ma è meglio conosciuta come il luogo di vacanza dell’aviatore Italo Balbo, che possedeva la penisola nel 1930. Nel 1970, Punta Ala è diventata una meta turistica di élite: oggi i suoi resort e il suo lungomare con gli yacht ormeggiati sono sinonimo di lusso.

Ogni estate, centinaia di residenti e turisti si riuniscono per seguire la regata nazionale Grand Soleil Cup. Per tutto il resto dell’anno i visitatori praticano surf, sci nautico, vela e golf.

Da vedere:

Parcheggiate l’auto nel parcheggio pubblico in via del Castello e scendete al porticciolo. Il lungomare è il cuore di Punta Ala, con ristoranti a cinque stelle e negozi signorili che vendono tutto il necessario per navigare con stile. Con le sue file di yacht e la pineta sullo sfondo, Punta Ala sembra una piccola Montecarlo. Superate le file di ombrelloni bianchi immacolati per raggiungere la spiaggia del porticciolo.
In mancanza di sabbia, gli abitanti del luogo hanno usato pietre levigate del colore dell’ardesia e dell’avorio. Le scogliere che circondano la spiaggia fanno parte del Parco Naturale delle Rocchette. In estate, i ragazzi più coraggiosi si tuffano da questi scogli nelle acque profonde.
L’isola che si vede dal porto turistico è l’isolotto dello Sparviero: voci del posto sostengono che si possa nuotare fin lì, ma è meglio organizzare una gita presso l’ufficio turistico. Il mare intorno all’isola è popolare tra i subacquei, ed il luogo è articolarmente amato da escursionisti e appassionati di bird watching. La sontuosa villa di Italo Balbo è strettamente privata, ma le rovine della medievale torre degli Appiani sono aperte al pubblico. Il soprannome di “Sparviero” dato alla torre si riferisce ai falchi che nidificano tra le sue rovine. Tornando a Punta Ala, la torre Hidalgo alla sinistra del porticciolo è così ben nascosta che tutto quello che potrete vedere è un accenno delle sue pietre quadrate. Fu edificata nella seconda metà del XVI secolo come punto di avvistamento ed è aperta ai visitatori, se non temete la dura camminata necessaria per raggiungerla. La torre è famosa per essere una delle poche ad avere ancora il suo ponte levatoio originale.

EVENTI

Grand Soleil Tour

Novembre

Per vedere yacht provenienti da tutto il mondo che competono in una regata di due giorni attraverso le acque di Punta Ala.

cosa dicono i viaggiatori