Museo di Preistoria e Protostoria

L’idea della realizzazione di un museo archeologico a Manciano risale al 1960, quando sull’onda di alcuni rinvenimenti occasionali nel territorio comunale, l’Amministrazione deliberò in proposito, chiedendo alla Soprintendenza Archeologica il permesso di realizzare un’esposizione utilizzando alcune piccole raccolte detenute da privati.

Inizialmente esso consistette in solo poche vetrine disposte negli atri del palazzo comunale, ma a partire dalla fine degli anni ’70 si andò formando l’idea di raccogliere a Manciano le testimonianze della fase più antica della storia di questa regione, nell’ambito di un progetto di revisione e riassetto del sistema museale della provincia di Grosseto
operato dalla Soprintendenza stessa.
Il Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiume Fiora viene così inaugurato nel 1985, a illustrare la lunga storia che ha preceduto la comparsa della cultura etrusca nella parte meridionale della provincia di Grosseto.
Il Museo è ospitato in un edificio realizzato all’inizio dell’ottocento (Palazzo Nardelli) nel punto più alto del paese, accanto alla rocca di epoca senese e il paesaggio che si gode dalle sue finestre fa parte integrante del percorso museale, dando modo di individuare nel territorio circostante tanti dei siti archeologici i cui materiali sono presenti nell’esposizione.
Il percorso interno al museo si articola in sei sale che ripercorrono le età della preistoria dal Paleolitico, oltre 500.000 anni fa, fino all’inizio dell’età del ferro (IX secolo a.C.), con il supporto di mezzi audiovisivi e multimediali.

DA VEDERE :

Per il Paleolitico di particolare rilevanza gli utensili di pietra da Montauto, risalenti a circa 500.000 anni fa, tra le tracce più antiche della presenza umana in Toscana. Di uguale interesse i resti della fauna: ossa e denti di elefante, iena e rinoceronte, che mostrano un ambiente profondamente diverso da quello odierno.
Con il Neolitico si scopre la ceramica e l’agricoltura, oltre a nuove tecniche di lavorazione della pietra. Fra i pezzi esposti da segnalare alcune asce in pietra levigata, piccole punte di freccia in selce e alcuni utensili di ossidiana, che mostrano l’esistenza di contatti tra queste comunità agricole e la Sicilia e la Sardegna, già in un momento particolarmente antico.
L’Eneolitico costituisce uno dei momenti più importanti nella storia della valle del Fiora. Sono esposti nel Museo diversi corredi provenienti dalle necropoli di questo territorio (Le Calle, Corano, Poggio Formica, Poggialti), costituite da grotticelle scavate nella roccia in cui venivano sepolti i componenti di una stessa famiglia. Accompagnavano le sepolture i caratteristici “vasi a fiasco”, oltre a punte di freccia in selce e, per le tombe più importanti, asce in rame. Di particolare interesse anche una serie di vasi provenienti dalla grotta di Sassi Neri (Capalbio), dove le sepolture dovevano essere accompagnate da particolari rituali.
L’età del bronzo è rappresentata principalmente da numerosi oggetti di bronzo, soprattutto asce, provenienti da “ripostigli” (Montemerano, Sovana, Santa Fiora). Si tratta probabilmente di depositi realizzati lungo le vie dell’epoca da metallurgi itineranti, che, dopo essersi approvvigionati di materia prima nelle miniere delle Colline Metallifere, giravano per i villaggi della valle del Fiora raccogliendo oggetti inutilizzabili da rifondere e vendendo prodotti nuovi finiti.
L’età del bronzo finale è un momento fondamentale nella formazione della cultura etrusca, in cui avvengono importanti trasformazioni sia nell’assetto degli abitati, sia nelle usanze funerarie. Nel museo sono presenti i materiali di tombe a incinerazione rinvenute nel comune di Manciano (Cavallini Del Bufalo e Bagnatoio), ma anche materiale di abitato (Le Sparne di Poggio Buco e Sorgenti della Nova) che raccontano la vita quotidiana in quelli che ormai non sono più semplici villaggi, ma piccoli insediamenti ben strutturati.
Una intera sala è dedicata all’abitato di Scarceta, il sito archeologico di età protostorica più importante del territorio di Manciano. Si tratta di un insediamento sorto sulla riva del Fiora, abitato per buona parte dell’età del bronzo, nel quale si svolgevano numerose attività artigianali, fra cui la lavorazione del bronzo e quella dell’osso e del corno, ben rappresentate nei reperti esposti nel Museo.

COME SI RAGGIUNGE :

Il Museo si trova in via Corsini 5, nel punto più alto del paese, accanto alla Rocca Senese, oggi sede del Comune.

ORARI:

Venerdì, sabato e domenica 10.30-13.00; 15-18.30.
Ingresso gratuito

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