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Duomo
Secondo una tradizione ancora non confermata archeologicamente, il Duomo di Orbetello, dedicato a Santa Maria Assunta, sarebbe sorto al di sopra di un tempio pagano nel V secolo d.C..
Sicuramente divenne Chiesa Madre dell’Abbazia delle Tre Fontane, quando nel 1230 papa Gregorio IX decise di sottrarre la cura spirituale della città alla diocesi di Sovana per sottoporla direttamente all’Abbazia, che già possedeva il territorio di Orbetello, Monte Argentario, Ansedonia e Isola del Giglio fin dai tempi di Carlo Magno. La chiesa fu riedificata nel 1376 da Niccolò Orsini, come indica l’iscrizione sull’architrave del portale centrale, lo stesso anno in cui Orbetello accolse papa Gregorio IX, costretto da una tempesta a trovare riparo nella rada di Santa Liberata e a fermarsi nella città lagunare per qualche giorno, durante il viaggio di ritorno a Roma dopo il periodo della cattività avignonese; la chiesa allora era a navata unica con transetto.
Nella seconda metà del ‘500, con la nascita dello Stato dei Presidi, di cui Orbetello divenne capitale, furono promossi numerosi lavori di ampliamento e abbellimento. A partire dal 1574, furono aggiunte le due navate laterali, inserite numerose cappelle e rialzata la navata centrale, fortunatamente inglobando la facciata gotica senza alterarla.
Nel 1582 fu eretta a Collegiata dal cardinale Alessandro Farnese, abate commendatario dell’Abbazia delle Tre Fontane e nel 1586 furono abbattuti diversi edifici nell’area antistante, per creare una grande piazza che desse maggiore risalto alla chiesa.
Nel 1692 viene consacrata la cappella di San Biagio, realizzata per accogliere degnamente le reliquie del santo protettore di Orbetello. Nel 1772 il campanile viene dichiarato pericolante e quindi forse parzialmente abbattuto e riadattato. Nel 1859 inizia la costruzione del campanile attuale, dopo avere completamente abbattuto quello precedente, la cui costruzione si concluse solo nel 1898. Nel 1895 venne gravemente danneggiata da un terremoto che provocò numerose lesioni, richiedendo il suo puntellamento. La chiesa viene nuovamente aperta al culto l’anno seguente, dopo importanti lavori di ristrutturazione e restauro che comportarono anche l’apertura dei due ingressi laterali in facciata e il rifacimento della gradinata di accesso, lavoro che portò al recupero di pezzi antichi di reimpiego, forse di epoca romana. Dopo un nuovo crollo della volta, che distrusse un dipinto raffigurante l’Assunta del Nasini, tra il 1905 e il 1907 viene completamente rifatto il tetto, modificandone sostanzialmente la struttura. Tra il 1943 e il 1944 subisce ulteriori danneggiamenti a
causa dei bombardamenti alleati sulla città e nel 1956 crolla nuovamente il tetto. Nel 1974 due incendi di natura dolosa distruggono affreschi, decorazioni e suppellettili della chiesa.
Dal 1981 è Concattedrale della Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
DA VEDERE :
L’elemento di maggior pregio della chiesa è la facciata romanico-gotica datata 1376.
Notevole il portale, la cornice con mensole con figure di orso e leone che rimandano alla famiglia Orsini del ramo dei conti di Nola e Pitigliano (Orso simbolo araldico degli Orsini, leone degli Aldobrandeschi, di cui gli Orsini erano eredi) e il rosone; al di sopra, in una nicchia, busto di San Benedetto, a richiamare la presenza dell’abbazia delle Tre Fontane.
All’interno notevole un paliotto preromanico (IX secolo) recuperato nel 1964 da un altare barocco in cui era stato riutilizzato come mensa e oggi inserito nell’altare maggiore.
Recentemente restaurato il Coro in legno di noce datato 1614. Alle pareti delle navate laterali alcune lapidi sepolcrali di diverse epoche provengono dall’antico pavimento della chiesa.
COME SI RAGGIUNGE :
Il Duomo si trova su un lato di piazza della Repubblica, nel centro di Orbetello, a brevissima distanza dalla strada unisce Orbetello al Monte Argentario (via Mura di Ponente).
NELLA STESSA ZONA PUOI VISITARE ANCHE:
Parco Archeologico e Museo nazionale di Cosa; Riserva naturale Duna Feniglia; mura etrusche e mura spagnole di Orbetello.
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Chiesa di San Bruzio a Magliano (23 km); Abbazia di San Rabano nel Parco Naturale della Maremma (37 km); Chiesa di San Giorgio a Montemerano (48 km).
CURIOSITA’:
Le teste di San Biagio. Secondo la tradizione, alcuni contadini, mentre aravano i campi ai piedi della collina di Ansedonia, videro spuntare tra le zolle un cranio umano; mentre stavano per raccoglierlo, i buoi aggiogati all’aratro si inginocchiarono, al che capirono di essere di fronte ai resti di San Biagio: li posero dentro un’urna e li collocarono nella chiesa lì vicino, dedicata al santo.
Nel 1414, quando i senesi conquistarono Orbetello e il suo territorio, sottrassero le reliquie che furono portate nel Duomo di Siena; gli orbetellani nel 1434 ne chiesero la restituzione, che la Repubblica si disse pronta a concedere a patto che fossero rimborsate tutte le spese.
Successivamente, probabilmente alla metà del ‘500, le reliquie furono traslate dalla chiesetta di San Biagio di Ansedonia al Duomo di Orbetello e inizialmente furono conservate sotto l’altare di San Giovanni, di cui nel 1570 si lamentano le pessime condizioni. Nel 1692 vengono trasferite nella cappella dedicata al santo, appositamente costruita. Il reliquiario in cui erano conservate originariamente venne rubato nel 1892, ne fu quindi realizzato uno nuovo in argento e pietre preziose, raffigurante il busto del santo, ad opera dello scultore romano Cesare Aureli (1843-1923), al cui interno fu collocata un’urna di legno dorato dove erano riposte le reliquie. Il 23 novembre 1960 furono rubate le gemme che adornavano il busto, mentre il 2 febbraio 2009, alla vigilia della festa del patrono, si riscontrò il trafugamento della reliquia, mai più ritrovata.
In realtà quella di Orbetello non è l’unica testa di San Biagio nota: secondo la tradizione il santo morì decapitato a Sebaste, in Armenia, e i suoi resti sepolti nella cattedrale di quella città. Nel 732 vennero riesumati per essere portati a Roma, ma una tempesta fece naufragare la nave al largo di Maratea, dove ancora oggi riposa il corpo del santo. Più “avventurose” le vicende della testa: oltre a Orbetello, un cranio che è detto appartenere al santo si trova anche nella chiesa di San Domenico a Penne, in provincia di Pescara, dono di Carlo II d’Angiò; un altro, inserito in un reliquiario in forma di corona bizantina, è a Dubrovnik (Croazia), nella cattedrale della città, di cui San Biagio, come di Orbetello, è il protettore. Un'altra testa è conservata a Napoli, dove vi sarebbe stata portata da monache armene in fuga dalle lotte iconoclaste, conservata prima in San Gennaro all’Olmo, poi in San Biagio Maggiore e infine in San Gregorio Armeno. Un frammento del cranio di Napoli sarebbe poi stato portato nel 1362 in Francia dal Cardinale Guillaume de Grimoard, poi papa con il nome di Urbano V, oggi conservato nella chiesa di San Benedetto a Montpellier. Un altro frammento del cranio sarebbe a Caramagna Piemonte (CN), conservato in un busto d’argento, della cui esistenza si
ha notizia fin dal 1028.