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Museo Archeologico di Saturnia
I Ciacci, ricchi possidenti terrieri originari di Pitigliano, acquistarono nel 1865 il feudo di Saturnia dai marchesi Panciatichi Ximenes d’Aragona, che lo possedevano fin dal 1593. Bernardino Ciacci in particolare si adoperò subito per risollevare le sorti del paese, quasi completamente abbandonato, iniziando anche i lavori di bonifica e costruzione che porteranno alla nascita dell’attuale stabilimento delle terme di Saturnia. I Ciacci fin da allora possedevano una collezione di reperti archeologici, provenienti dai loro terreni, ma anche donati da altri privati. Lo stesso Bernardino, il nipote Nicola e il figlio di questi, senatore Gaspero Ciacci, furono Ispettori Onorari delle Antichità, segnalando alle autorità le scoperte archeologiche che avvenivano nel loro territorio, spesso accogliendo nella loro raccolta questi reperti, ritenuti di non sufficiente rilievo per essere portati nel lontano Museo Archeologico di Firenze.
Il grosso della collezione è costituito da tre gruppi di materiali: uno con provenienza generica “Pitigliano o Saturnia”, presumibilmente provenienti dai terreni di proprietà della famiglia; il secondo da Sovana, probabilmente frutto dell’attività di Ispettore Onorario di Bernardino Ciacci nella seconda metà del ‘800; il terzo, più piccolo, da Poggio Buco, forse dagli scavi che qui realizzò Riccardo Mancinelli alla fine dell’800.
La famiglia organizzò quindi un vero e proprio piccolo Antiquarium, posto dapprima nella cosiddetta “fattoria”, ovvero l’antico Palazzo Ximenes (ove oggi è collocato il ristorante I Due Cippi), e poi nel 1930 spostato nella villa realizzata ristrutturando i resti dell’antica rocca senese.
Con grande liberalità, la famiglia permise sempre al pubblico di accedere al piccolo Antiquarium, finché nel 1978 vendette la collezione allo Stato che, in un primo momento, la affidò al Museo Archeologico di Grosseto.
Alla fine degli anni ’90, in concomitanza con importanti lavori di riallestimento del Museo di Grosseto, l’Amministrazione Comunale di Manciano, assecondando una forte istanza della popolazione saturnina, decise di realizzare un museo nella cittadina, chiedendo che la collezione Ciacci tornasse nel luogo che la aveva vista formarsi. Nel 2003 venne così inaugurato il Museo Archeologico di Saturnia, posto all’interno del plesso scolastico del paese. Nel 2016 sono cominciati lavori di ampliamento e ammodernamento dell’allestimento, tuttora in corso.
Da vedere
La grande maggioranza dei materiali della Collezione Ciacci purtroppo è priva di contesto di provenienza. Fa eccezione il corredo di una tomba scavata da Ranuccio Bianchi Bandinelli nel 1927 in località Cave della Rena, nella tenuta dei Pianetti, tra Saturnia e Montemerano, databile tra la fine del IV e il III secolo a.C.; fanno parte del corredo, tra gli altri, un grazioso askos a forma di anatra, manici di specchio e due dati da gioco in osso. Tra il materiale di Sovana, degna di nota una coppa con all’interno la rara rappresentazione di un volto barbuto di prospetto, databile ancora tra fine IV e III secolo a.C. Tra il materiale privo di provenienza, da segnalare una bella matrice per antefissa a testa femminile del V-IV secolo a.C. che trova confronto in terrecotte di produzione orvietana.
Come si raggiunge
Il Museo si trova in via Italia, al secondo piano dell’edificio della scuola elementare di Saturnia.
Orari
Venerdì, sabato e domenica, 10-13 e 15.30-18.30.
Nella stessa zona puoi visitare anche
Porta Romana e via Clodia; Polo Culturale Pietro Aldi; Necropoli del Puntone; Cascate del Mulino; Terme di Saturnia.
Se ti è piaciuto il Museo Archeologico di Saturnia puoi visitare anche
Museo Archeologico e della Vite e del Vino di Scansano (km 28); Museo Civico Pietro e Turiddo Lotti di Ischia di Castro (km 42).
info
Via Roma, Saturnia
+39 0564 601550
€2.50
Orari di apertura
Weekends: 10.00-13.00 e 14.00-17.00
*Gli orari di apertura sono indicativi. Per maggiori informazioni contattare l’info point di Saturnia.