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Piazza Dante
Piazza Dante Alighieri, con il suo naturale prolungamento di piazza Duomo, può considerarsi un “riassunto” della storia di Grosseto.
L’esistenza di una “platea communis” (piazza del comune) è ricordata a Grosseto fin dal 1222; tutta l’area fu tuttavia profondamente ristrutturata in occasione dell’erezione della Cattedrale, a partire dalla fine del XIII secolo. In epoca senese sappiamo che qui erano concentrati tutti gli edifici e le dimore più importanti della città. Trascurata e abbandonata in epoca medicea, fu invece oggetto di
particolari attenzioni, come il resto della città, in epoca lorenese, quando venne completamente ripavimentata e l’area centrale delimitata da colonnini uniti da catene, che le diedero il nome popolare alla piazza di Piazza delle Catene (in realtà la denominazione ufficiale era Piazza Grande).
Nel 1833 sull’antico pozzo di epoca senese fu collocato un tempietto di ghisa, poi trasferito ad Arcidosso, dove si trova tuttora, per fare spazio al monumento a Leopoldo II di Lorena, che comportò una nuova risistemazione di tutta l’area. Con l’unità d’Italia fu ribattezzata Piazza Vittorio Emanuele II.
Nel 1870 fu realizzato il palazzo comunale, abbattendo alcuni edifici sul lato settentrionale di piazza Duomo, tra cui la chiesa di S. Giovanni Decollato, mentre nel 1899 venne demolito il palazzo pretorio e al suo posto realizzato il Palazzo della Provincia. In epoca fascista la piazza cambiò ancora una volta nome, venendo intitolata a Ettore Muti, militare, aviere e segretario del PNF. Nel 1937 fu abbattuto anche il Palazzo dei Priori, ampliando lo spazio di fronte alla Cattedrale, che tra il 1947 e il 1950 fu sostituito da Palazzo Alben. Sempre nell’immediato dopoguerra ricevette l’attuale intitolatura a Dante Alighieri e nel 1956 furono eliminati cippi, catene
e panchine per lasciare il posto a un ampio parcheggio. Solo nel 2002 fu ripristinato l’antico aspetto ottocentesco che possiamo apprezzare ancora oggi.
Da vedere
La piazza è chiusa a nord dalla Cattedrale di San Lorenzo, che si affaccia su di essa con due finestroni trecenteschi e un portale completato solo nell’800 in stile senese. Sul lato orientale, invece, sorge il Palazzo della Provincia, costruito in forme neogotiche, su progetto di Lorenzo Porciatti, ai primi del ‘900, sui resti del Palazzo Pretorio, forse l’antico Palazzo degli Aldobrandeschi. Sui lati est e ovest, invece, corrono dei bassi portici realizzati dai Cavalieri di Santo Stefano.
Al centro della piazza si trovava una grande cisterna artesiana, che un tempo dava il nome alla piazza (Cisternone). Oggi vi sorge il monumento a Leopoldo II di Lorena, ultimo Granduca di Toscana, affettuosamente soprannominato “Canapone” per i suoi capelli biondi, opera del 1846 di Luigi Magi, eretto per ringraziare il sovrano per la sua opera di bonifica della Maremma e di lotta contro la malaria.
Piazza Duomo, invece, è compresa tra la facciata della cattedrale, a est, e il palazzo del Comune a nord, costruito nel 1870 abbattendo l’antica chiesa di San Giovanni Decollato, sconsacrata e cadente, con gli edifici adiacenti. Nel punto di passaggio tra le due piazze è posta la “Colonna dei Bandi”.
Come si raggiunge
Piazza Dante è all’interno del circuito murario di Grosseto, a ridosso della Cattedrale, a breve distanza da Porta Corsica.
Orari
Libero accesso
Nella stessa zona puoi visitare anche
Cattedrale di San Lorenzo; Museo Archeologico e d’Arte della Maremma; Museo di Storia naturale.
Se ti è piaciuta Piazza Dante Alighieri puoi visitare anche
Piazza del Castello a Montemerano (km 54); Piazza Garibaldi a Massa Marittima (km 48).
Curiosità
La Colonna dei Bandi, oggi visibile in prossimità dell’angolo destro della facciata della Cattedrale, in realtà non è quella originale. Sicuramente la presenza di una colonna per affiggere i bandi è attestata nella piazza almeno dal 1617. Questa tuttavia venne rimossa durante i lavori di ristrutturazione del 1846. Quella attuale è stata eretta nel 1966, sul luogo della precedente, per celebrare il bicentenario dell’istituzione della provincia di Grosseto, ed è stata rinvenuta a Bagni di Roselle nel 1863, nei pressi delle terme lorenesi, durante i lavori di costruzione di Casa Passerini, un grande edificio colonico realizzato nella seconda metà dell’800 sui resti di una villa romana del
II secolo d.C.