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Vetulonia
Vetulonia era una volta una delle 12 città dominanti dell’Etruria, finché non fu semplicemente persa nella storia. Oggi rimangono solo i contorni dei suoi edifici e delle sue strade e un magnifico museo dedicato a questi maestri orafi di epoca preromana.
Vetulonia ha origini etrusche. Nel 600 a.C. faceva parte della Lega Etrusca di 12 città. Dionigi di Alicarnasso colloca la città nell’alleanza latina contro Roma nel VII secolo a.C. Chiaramente le cose non sono andate bene perché la città è semplicemente scomparsa dalla mappa.
Vetulonia sembrava destinata a restare una leggenda, finché nel maggio 1880 Isidoro Falchi “medico al servizio dell’archeologia” si imbatté in tre monete etrusche a Colonna di Buriano. Quelle tre monete portarono ad anni di indagini e nel 1887, il Re d’Italia, Umberto I, riassegnò a Colonna di Buriano l’antico nome di Vetulonia.
Vetulonia ha tre principali attrazioni. Le prime sono le monumentali tombe etrusche rinvenute ai piedi della collina che ospita la città. Tutte queste tombe sono coperte da tumuli o collinette erbose, che le fanno sembrare un po’ le tane degli hobbit. Si raggiungono percorrendo la Via delle Tombe, una strada sterrata ben segnalata. Tieni d’occhio la Tomba della Pietrera, uno dei più antichi esempi di tombe monumentali etrusche, risalente al 630 a.C. circa. Proseguendo lungo la strada delle tombe troverete la Tomba del Diavolo II ed infine la Tomba della Fibula d’Oro. Anche queste tombe risalgono al VII-VI secolo. AVANTI CRISTO. Alcune di queste tombe possono essere esplorate anche all’interno e sono tutte visitabili gratuitamente.
Molti dei tesori rinvenuti in queste tombe, gioielli, vasi orientali, carri, elmi, scudi, lance, statue e monete d’oro e d’argento recanti l’antico nome Vatl (Vatluna era il toponimo etrusco) sono esposti nel museo della città. Questa dovrebbe essere la tua seconda tappa a Vetulonia.
La terza e ultima attrazione è un po’ deludente. Nel centro del paese sono visibili i resti delle mura etrusche, grandi blocchi poligonali che racchiudono un’area di circa 16 ettari. È possibile vedere anche parte delle necropoli scavate da Isidoro Falchi, ma poiché i fondi sono scarsi, le potenzialità del sito sono ancora, in gran parte, sotterranee. È comunque aperto da giugno a settembre, dalle 10:00 alle 19:00, da martedì a domenica, da luglio ad agosto, sette giorni su sette.