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STORIA E CULTURA DELLA MAREMMA

Re, nobili, dittatori e persino i leggendari Medici hanno plasmato questa regione, lasciando dietro di sé non solo castelli e mura, ma anche un patrimonio che è stato magnificamente conservato da generazioni di Maremmani.

Quando Dante Alighieri scriveva La Divina Commedia, non esisteva un luogo come la Maremma. Per lui e altri poeti del XIV secolo la bella campagna si chiamava Corneto. Per sempre immortalato da Dante in questa citazione:

I pensieri di Dante

Dante Alighieri (Inferno XIII, 7)

“Non han sì aspri sterpi né sì folti
quelle fiere selvagge che ‘n odio hanno
tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.

Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno,
che cacciar de le Strofade i Troiani
con tristo annunzio di futuro danno.”

Which in English, can be roughly translated as:

“Such tangled thickets have not, nor so dense,
Those savage wild beasts, that in hatred hold
‘Twixt Cecina and Corneto the tilled places.

There do the hideous Harpies make their nests,
Who chased the Trojans from the Strophades,
With sad announcement of impending doom; “

Ok, forse non è la più bella delle citazioni, ma devi dare una pausa a Dante. La Maremma che conosceva era piuttosto incivile. Quelli che oggi sono pascoli punteggiati di girasoli, allora erano paludi salmastre. Le uniche cose che riuscirono a raschiare un po’ di esistenza dalla zona furono i lebbrosi malati e nessun fiorentino benestante, scrittore o meno, avrebbe avuto a che fare con loro. Il paesaggio era selvaggio e inquietante, così come lo erano le persone.

L'inizio

Ma, per fare un passo indietro nella storia, la Maremma non è sempre stata una cloaca. Prima che le venissero dati dei confini definiti, prima che fosse perduta a causa delle malattie, la provincia era uno degli angoli più orgogliosi e magnifici dell’Impero Romano in Toscana. Rappresentava tutto ciò che rese grande l’Impero Romano, tranne che non tutto fu costruito da mani romane. Le prime testimonianze di questa provincia indefinita risalgono all’età del bronzo. Gli archeologi hanno trovato primi insediamenti e necropoli in tutta la campagna costruiti nel III secolo a.C. Molti di questi sono andati perduti, ma è ancora possibile ammirare i resti di quest’epoca nei musei di Grosseto.

MUSEUMS

VULCI

ROSELLE

Gli Etruschi

Ma il vero periodo d’oro della Maremma si deve ai calmi e operosi Etruschi. L’Etruria copre gran parte della moderna Maremma ed era un bellissimo impero che finanziava la sua esistenza attraverso l’estrazione e la vendita di metalli e oro al resto del mondo preromano. Gli archeologi ritengono che gli Etruschi fossero incredibilmente colti, amassero la musica e la danza, avessero un sistema di governo spaventosamente moderno e condividessero le loro conoscenze con i Greci.

Sfortunatamente, non erano i migliori soldati, quindi quando i Romani vennero a prendere la loro terra, gli Etruschi furono spazzati via. I romani volevano la Maremma per i suoi minerali, le sue sorgenti termali e l’accesso al mare. In tutta la Maremma è ancora possibile visitare le città etrusche. Le due migliori sono Vulci e Roselle ed entrambe sono aperte ai turisti intrepidi tutto l’anno.

Dopo Roma

Dalla gloria di Roma, la Maremma sprofondò in un’epoca dopo l’altra di paura, fanatici religiosi e guerra. Le due figure brillanti del Medioevo furono le famiglie Aldobrandeschi e Orsini. Entrambi incredibilmente nobili e a volte sfacciati, si divisero tra loro quasi tutta la Maremma dal X al XV secolo. Costruirono le fortezze che oggi dominano quasi ogni moderna città maremmana.

Ma il loro dominio non poteva durare per sempre e la Repubblica spagnola e quella senese dilaniarono la provincia. I Maremmani odiarono i loro dominatori stranieri, ma dovettero sopportarli per quasi 300 anni. A quel punto la provincia era stata quasi del tutto abbandonata. Grandi paludi e acquitrini costieri ricoprivano le terre fertili, fiumi senza dighe inondavano i boschi e la vegetazione mediterranea. La malaria uccise tutti, compreso il Granduca Ferdinando III di Lorena, i Medici che liberarono la Maremma dagli invasori stranieri.

Maremma moderna

Mentre mi siedo qui e scrivo questa storia, sembra un po’ ingombrante e arida, ma bisogna capire che è questa storia che definisce la Maremma moderna. La provincia stessa venne unita solo nel XVIII secolo insieme alla Repubblica Italiana. I suoi abitanti potrebbero non ricordare più il tempo in cui la Maremma era separata, ma quelle linee di divisione fanno ancora parte della loro vita.

La gente del posto qui potrebbe chiamarsi Maremmani, ma quello che realmente intendono è che sono Mancianesi, Pitiglianesi, Grossetani. Hanno le loro storie, le loro tradizioni, la loro cucina e talvolta il loro dialetto. Quando sono arrivato in Maremma per la prima volta, mi sono innamorato di questa indipendenza e assertività. Non importa quanto piccola sia la città, c’è sempre qualcosa che la rende unica anche rispetto ai suoi vicini più vicini.

Per il turista ogni città maremmana è come un mondo a sé. Secoli di storia e un patrimonio contagioso che aspetta solo di essere scoperto città dopo città.

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