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Ghiaccio Forte
Appena fuori Scansano lungo la SS322
L’insediamento di Ghiaccio Forte fu una città etrusca tra il IV° secolo e il 280 a.C., anno in cui fu distrutta di Romani.
La città fu probabilmente fondata nel periodo in cui gli insediamenti etruschi più a valle, come quelli di Caletra (Marsiliana), e quelli costieri, si sentivano minacciati dall’avanzata dei Romani. Il sito era comunque frequentato dall’uomo già da alcuni secoli. La fondazione di Ghiaccio Forte città fa parte di un processo che vede riunire artigiani, agricoltori e allevatori in abitati, portando alla trasformazione del modello abitativo nella Valle dell’Albegna. L’avanzata dei Romani fa si che anche altre colline dell’Etruria accolgano gli abitanti delle campagne entro cinte murarie. Naturalmente la posizione su un altopiano era strategica, così come la vicinanza al mare e al fiume Albegna.
Ghiaccio Forte si presenta di grande interesse per lo studio dell’architettura e dell’urbanistica etrusca in età ellenistica (IV-inizi III sec. a.C.). Ghiaccio Forte è infatti una delle poche città che non furono modificate dai Romani, (insieme agli insediamenti di Sesto Fiorentino e quello di Lago dell’Accesa), dunque in esso permangono alcune caratteristiche strutturali non visibili in altre città etrusche, che furono modificate con la conquista romana. L’insediamento, di quattro ettari, fu costruito, come altre città etrusche, su due colline, sopra il fiume Albegna, ed era costituito da una zona dedicata all’acropoli e un’altra occupata dall’area metallurgica. La città ha una cinta muraria e tre porte di accesso. Le mura erano costituite da base fatta di ciottoli e alzate in mattoni crudi, ma oggi la cinta muraria, che avvolge l’abitato per circa un kilometro, è visibile solo in parte. Dal ritrovamento di un deposito di ex voto si pensa che nel sito fosse presente anche un tempio, o un luogo di culto. In una stipe votiva sono state ritrovate sepolte statuette di guerrieri e animali. I ritrovamenti in questo senso sono bronzetti e statuette, riproduzioni di parti anatomiche umane in terracotta, organi genitali maschili e femminili. Tra i bronzetti era presente la statuetta raffigurante le divinità etrusca Selvans, divinità agreste che tutelava i confini e portava prosperità. Un’importante area era dedicata alla metallurgia: sono stati ritrovati numerosi oggetti di ferro e scorie della lavorazione del ferro, tenaglie da fabbro, armi e strumenti. Si pensa che i blocchi di travertino e di nenfro, alcuni decorati, che sono stati utilizzati per la costruzione della porta nord-ovest, appartenessero alla struttura monumentale di un antico tempio.
Nell’insediamento è stato possibile esplorare alcuni abitati al loro interno, costruiti con pietre calcaree legate con argilla e argilla cruda mista a arbusti, nei quali è stato possibile distinguere le aree dedicate alla cucina, al bagno e alla dispensa. Sono stati rinvenuti numerosi utensili da mensa in ceramica, anfore, brocche, vasellame a vernice nera e buccheri grigi.
L’insediamento fu segnalato per la prima volta nel 1970 da Zelindo Biagiotti, originario di Scansano, amante dell’archeologia e profondo conoscitore del territorio. Da allora numerose campagne di scavo della Soprintendenza archeologica della Toscana, dalla University of Santa Barbara, in California, e del Comune di Scansano, hanno portato al ritrovamento di interessanti materiali e notizie importanti per lo studio degli abitati etruschi in questo periodo storico, ellenistico.
I ritrovamenti del sito Ghiaccio Forte sono conservati al Museo Archeologico di Scansano.