Giardino dei Tarocchi

Il Giardino dei Tarocchi è un bellissimo parco artistico della Maremma Toscana. Si trova nella frazione di Garavicchio, nel comune di Capalbio.

Si tratta di un magnifico parco esoterico, realizzato in 23 anni – dal 1979 al 2002 – dall’artista francese Niki de Saint Phalle insieme al secondo marito, lo scultore Jean Tinguely, autofinanziandosi quasi completamente. Ispirato al Parc Güell di Gaudi a Barcellona, questo giardino ospita 22 gigantesche sculture interamente realizzate a mano e raffiguranti i personaggi delle carte dei Tarocchi.

La storia del giardino

Nel 1955 Nikki de Saint Phalle, durante un viaggio in Spagna, rimase talmente affascinata dal Parc Güell di Antoni Gaudì, da ispirarle l’idea di un giardino di sculture, costruite con materiali diversi e decorati con le più disparate tecniche. Al viaggio in Spagna seguono numerosi altri viaggi dell’artista francese e del secondo marito, Jean Tinguely, in Francia, in California, in Svezia ed in Svizzera e proprio qui, durante un lungo periodo di convalescenza a seguito di un ascesso ai polmoni, Niki lavora al progetto del Giardino dei Tarocchi, grazie anche alla sua cara amica Marella Caracciolo Agnelli ed ai suoi fratelli che le misero a disposizione un terreno di loro proprietà a Garavicchio, in Toscana. Dal 1979 Niki si dedica completamente alla creazione di questo splendido parco, aiutata dal marito scultore e da importanti artisti contemporanei, Rico Weber, Paul Widemer, Dok van Winsen, Sepp Imhof, Isabelle Le Jeune, Pierre Marie Le Jeune e Marino Karella, oltre ad una grande squadra di operai specializzati. Un grande contributo al parco fu quello dell’architetto ticinese Mario Botta e dell’architetto Roberto Aureli, di Grosseto. I lavori per la realizzazione procedono per 23 anni, fino al 21 Maggio 2002, quando purtroppo Niki scompare a causa di una malattia polmonare, come da sua volontà, i lavori verranno interrotti ed il parco considerato completato.

Il Giardino dei Tarocchi

Per volontà della stessa Niki de Saint Phalle, il Giardino dei Tarocchi non ha un itinerario obbligato, ma ogni visitatore può visitarlo in libertà, seguendo l’ordine che preferisce, senza alcuna limitazione.
Il padiglione di ingresso è stato progettato dall’architetto Mario Botta ed è costituito di una grande cinta muraria in tufo con un grande portale al centro, a simboleggiare il passaggio dalla realtà al mondo fantastico rappresentato dal giardino. Varcato l’ingresso si raggiunge la piazza centrale, dove si trova una grande vasca d’acqua con le prime due statue del giardino, la Papessa e il Mago, al centro della vasca si trova la Ruota della Fortuna, una curiosa scultura meccanica semovente, realizzata dal marito di Niki, Jean Tinguely. Da qui poi il percorso prosegue nei modi più disparati.

Le sculture del Giardino dei Tarocchi :

  • la Papessa, nella piazza centrale, con la grande bocca spalancata, chiaro riferimento alle sculture del Parco dei Mostri di Bomarzo
  • il Mago, secondo l’artista la carta della creazione e del gioco
  • la Ruota della Fortuna, al centro della vasca alimentata d’acqua, una struttura meccanica semovente
  • l’Imperatrice, una donna formosa rivestita di ceramiche colorate. Al suo interno Niki realizzò una casa dove visse durante i lavori di realizzazione del giardino, l’interno è completamente rivestito di frammenti di specchi veneziani, è composta da un letto, un soggiorno e una cucina
  • il Sole, simboleggiato da un grande uccello del colore del fuoco
  • l’Albero della Vita, simboleggiato da un albero che ha al posto dei rami, delle teste di serpente, molto particolare per le scritte e le incisioni, soprattutto nella sezione “My Love” dove è riportata la storia autobiografica dell’artista l’Impiccato, una statua appesa per i piedi, con un importante significato simbolico
  • la Giustizia, raffigurata con una bilancia che poggia sui grandi seni, al suo interno si trova la rappresentazione dell’Ingiustizia, realizzata all’interno della statua della Giustizia
  • gli Innamorati, due sculture raffigurate mentre consumano un pic-nic sedute su un muretto
  • il Profeta, scultura cava di un fantasma, completamente ricoperta di frammenti di specchi
  • l’Imperatore, una sorta di cittadella fortificata con torri, camminamento di ronda ed un cortile con 22 colonne e una fontana
  • la Torre, imponente e rivestita di specchi, parzialmente tagliata dal fulmine (realizzato di ferraglie) costruito da Jean Tinguely
  • la Temperanza, un igloo rivestito di specchi e ceramiche, al suo interno si trova un altare con il bassorilievo di una Madonna nera. L’opera è dedicata alla memoria di ricardo menon e Jean Tinguely
  • la Morte, figura dorata in sella ad un cavallo, la scultura è raffigurata mente falcia uomini ed animali, è posta su un basamento di specchi
  • il Diavolo, nascosto tra la vegetazione, con ali di pipistrello
  • il Matto, simbolo del caos, dello spirito e dell’entusiasmo
  • il Mondo, una macchina che fa ruotare gli ingranaggi ad intervalli regolari, creando magici giochi di luce, una sfera di specchi è stretta da un serpente al di sopra della figura di una donna con le braccia spalancate
  • la Forza, scultura di una donna che domina un drago
  • il Papa, scultura raffigurante un volto, simbolica la presenza del terzo occhio
  • la Luna, scultura in argento, sostenuta da un granchio rosso e due animali
  • il Carro, raffigurato da una donna che guida un carro trainato da due cavalli
  • l’Eremita, raffigura la solitudine, sul bastone della scultura è avvolto un serpente,simbolo della conoscenza
  • la Stella, una donna ricoperta di stelle con un mano due anfore ricolme d’acqua
  • il Giudizio, questa scultura è posta all’interno dell’Imperatrice ed ha le sembianze di un angelo con ai suoi piedi tre figure umane